Viterbo – Cimitero di Grotte santo Stefano, ci siamo.
Oggi in consiglio comunale si decide sulla revoca degli indirizzi dati con la delibera di consiglio dell’8 aprile 2013, nella precedente amministrazione, primo passaggio per procedere poi, anche con una certa fretta, alla revoca del bando. Con la ditta che ha presentato il project financing per completare il cimitero nella frazione di Viterbo, sul piede di guerra e che minaccia di chiedere maxi risarcimenti da oltre mezzo milione di euro, per il danno (da dimostrare) che subirebbe.
Comunque la si pensi, una matassa difficile da districare e che nasce, appunto, con la delibera di consiglio dell’aprile 2013.
La ditta Silve, che gestisce i cimiteri cittadini fino al 2017, presenta un progetto per realizzare a Grotte santo Stefano 490 loculi, 168 ossari, sarcofagi per un totale di 184 posti, sepolcreti per un totale di 160 posti, il tutto diviso in due fasi.
Nella prima, da eseguire all’avvio del contratto, è prevista la realizzazione di 245 loculi, 84 ossari, 92 posti per sarcofagi ed 80 per sepolcreti e relative opere di urbanizzazione e arredo.
Nella seconda fase, al nono anno di contratto, è previsto il completamento.
Importo di spesa, un milione e 57mila euro, di cui 810mila euro per i lavori veri e propri. In cambio la Silve chiede la gestione dei sette cimiteri cittadini per 25 anni, dal 2017, quando scadrà l’attuale contratto, al 2036.
La ditta, sul bando ha diritto di prelazione. Ovvero: se non dovesse risultare vincitrice, può comunque ottenere l’incarico, alle stesse condizioni dell’aggiudicatario.
Cos’è successo poi? Dopo la delibera ci sono state le elezioni, cambio della guardia a palazzo dei Priori: a Marini succede Michelini.
Il dirigente preposto al settore il 19 settembre 2013 scrive a sindaco, giunta e segretario generale in cui nella sostanza, dopo avere ricordato quali sono i punti salienti, chiede cosa deve fare.
“La particolare rilevanza del progetto – scrive Ernesto Dello Vicario – con particolare riferimento alla durata dell’affidamento prevista dal piano economico finanziario, suggeriscono a giudizio dello scrivente, anche in ragione del recente rinnovo dell’amministrazione comunale, di sottoporre alla giunta la valutazione di tipo politico e amministrativo”.
Per la serie, l’indirizzo l’ha dato la precedente amministrazione, la nuova può decidere anche diversamente. Cosa succede? Nulla nella sostanza.
Un mese dopo, il 10 ottobre, Dello Vicario scrive di nuovo una lettera indirizzata stavolta al sindaco Michelini e agli assessori ai Lavori Pubblici Saraconi, Bilancio Ciambella e Centro storico Ricci.
La missiva descrive nel dettaglio i lavori previsti al cimitero e l’impegno economico, facendo seguito a una riunione del 4 ottobre.
Passa più di un mese e il 19 novembre parte un’altra lettera. Stessi destinatari.
Dello Vicario fa riferimento alle precedenti due comunicazioni e informa che in base a una riunione del primo ottobre, ha modificato il bando della procedura di project financing, inserendo la previsione di un canone ulteriore in favore dell’amministrazione, in più rispetto ai costi che la ditta dovrà sostenere, oltre a modifiche ai “pesi” del bando stesso.
Quindi il lavoro va avanti, ma c’è sempre spazio per ripensamenti da parte dell’amministrazione. “Non essendo a tutt’oggi intervenuti ulteriori elementi di indirizzo in merito – conclude la missiva di Dello Vicario – al fine di assicurare l’adempimento espresso nella delibera di consiglio comunale, si comunica che il sottoscritto provvederà, a meno di diverse indicazioni in merito, entro il prossimo 22 novembre alla pubblicazione del bando di gara”.
Indicazioni che evidentemente non sono arrivate, di conseguenza il dirigente non poteva fare altro che pubblicare il bando. Così è stato. Il resto è storia recente.
Sono cominciate le polemiche, la scadenza dal 4 è stata portata al 14 marzo, è arrivata la lettera di un cittadino in cui sollevava forti perplessità, la ditta ha replicato sostenendo la bontà della proposta, fino alla terza commissione dell’altro giorno.
L’assessora Saraconi ha ufficializzato l’intenzione di ritirare il bando, sostenendo che nel frattempo il comune è in grado di realizzare l’opera al cimitero di Grotte per conto proprio, evitando d’affidare la gestione di tutti i cimiteri cittadini per 25 anni.
Oggi il consiglio comunale è chiamato a revocare gli indirizzi dati dal precedente e quindi si passerà all’annullamento.
Una nuova amministrazione è nel diritto di dare nuovi indirizzi e procedere in modo diverso. Solo che bisognerebbe pensarci per tempo.
Invece sono passati mesi, la gara si è dovuta bandire, poi è stata prorogata e a poche ore dalla scadenza si va verso la revoca.
Un bando si può annullare, nulla di scandaloso. La ditta se ha qualcosa da recriminare lo farà. Non interessa nemmeno l’ipotetico esborso, semmai dovesse esserci, per l’amministrazione.
Il punto è un altro. E’ possibile chiedere ad amministratori eletti dai cittadini che studino le carte, agiscano, prendano decisioni e non lascino tutto in balia del vento, salvo poi fare rischiose manovre di retromarcia?
E se un bando si può revocare, perché altrettanto non può essere per un rappresentante di giunta che si muove in modo così approssimativo?
Giuseppe Ferlicca
