Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il comune condivida il percorso di rigenerazione degli spazi urbani con i cittadini.
La cura degli spazi pubblici passa da una collaborazione tra amministrazione e cittadini. Una questione di cittadinanza attiva, sì, e anche di educazione alla buona gestione delle aree comuni. Di tutti.
Il movimento civico Viterbo2020 afferma da tempo che amministrare la città in maniera intelligente vuol dire farlo insieme ai cittadini, i cui bisogni devono rappresentare la base sulla quale programmare interventi di sviluppo in ambito urbano, e le cui competenze possono risultare preziose per migliorare la qualità della vita dell’intera comunità viterbese.
Nel nostro percorso di attivismo civico abbiamo incontrato tantissimi cittadini che gratuitamente mettono a disposizione volentieri idee, contributi, tempo e proposte con il solo fine di veder progredire la realtà in cui vivono ed amano vivere.
L’osservatorio Smart city di Anci ha recentemente, in collaborazione con il forum della pubblica amministrazione, divulgato il progetto “Le città come beni comuni”, un progetto a costo zero per il comune ma potenzialmente rivoluzionario: dare la possibilità ai cittadini di attivarsi per la cura dei beni comuni e individuare una forma di gestione civica degli spazi pubblici su zone selezionate con il coinvolgimento dei viterbesi stessi e degli abitanti degli ex comuni.
Attraverso un patto di collaborazione tra il comune e i cittadini attivi, o i consigli dei territori nel caso di interventi negli ex comuni di Bagnaia, Grotte Santo Stefano, San Martino e Roccalvecce e Sant’Angelo, sarà possibile realizzare non solo interventi occasionali di pulizia, ad esempio, ma una vera e propria gestione continuativa e condivisa degli spazi pubblici periodicamente individuati dall’amministrazione, riqualificandoli e rendendoli vivi, con interventi di promozione dell’innovazione sociale, della creatività urbana e dei giovani, del digitale.
In tempi di vacche magre, un buon amministratore deve sapersi reinventare. Ci lamentiamo spesso che non ci sono fondi per risistemare le aree, tenerle pulite, attrezzarle anche solo con i servizi basilari.
Ebbene, il movimento civico Viterbo 2020 con questa proposta, concretizzata in un documento di 35 articoli, riesce a coniugare il recupero di edifici, spazi ed aree verdi, la vivibilità dei luoghi, dei centri storici e dei quartieri a costi irrisori, con il coinvolgimento proattivo e la responsabilizzazione dei cittadini, affinchè la tutela della città, dal gesto più semplice della cartaccia gettata a terra agli interventi più impegnativi di pulizia di un parco o di tinteggiatura di un muro, diventi patrimonio comune.
Chiara Frontini
Consigliere comunale movimento civico Viterbo2020
