Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il recente dibattito sul registro delle “coppie di fatto” ha lasciato in molti l’impressione di un’attenzione preferenziale da parte del Comune a richieste di riconoscimento di “nuovi diritti” a fronte di un sostanziale silenzio su tanti nuclei familiari esposti, anche a Viterbo, agli effetti drammatici di una gravissima crisi economica.
E’ forse un tabù parlare di famiglia” Dei diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio tratta l’Art. 29 della nostra Costituzione e la famiglia mamma-papà-figli non può esser certo assimilata ad uno “stereotipo da superare” come si legge in taluni sussidi in distribuzione in questi giorni nelle scuole.
La famiglia cui si riferisce la Costituzione è stata dimenticata dalle istituzioni, non a caso è la realtà sociale che maggiormente soffre per le politiche di austerità imposte a seguito della crisi dell’Euro. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: costituire una nuova famiglia è diventato ormai un atto di coraggio.
Nel luglio scorso l’Istat aveva pubblicato dati impressionanti al riguardo (La povertà in Italia 2012) che evidenziavano come, nel generale aumento della povertà del paese, i nuclei familiari fossero la realtà sociale di gran lunga più colpita. Il rapporto documentava il progressivo impoverimento delle famiglie italiane, sostanzialmente proporzionale al numero dei loro figli. La povertà è infatti maggiore dove è maggiore il numero dei bambini: il 17% dei nuclei familiari con due figli è povero; è povero il 30% dei nuclei con almeno tre figli; sono povere quasi la metà delle famiglie con più di tre figli…
Dunque, sono oggi i bambini la fetta di popolazione più vulnerabile sul piano sociale. Non è certo una sorpresa: già nel 2002 la povertà dei minori aveva equiparato quella degli anziani e da allora sono trascorsi ben 12 anni! La povertà dei minori contraddice in modo stridente i più elementari principi di uguaglianza su cui si fonda la Repubblica, perché compromette il diritto ad un’istruzione adeguata e ad un futuro inserimento sociale. Molti bambini crescono inoltre in famiglie divise o in nuclei che non riescono a diventare famiglie a causa della precarietà di vita e di lavoro. Quanti ragazzi, anche a Viterbo, non riescono a sposarsi per la mancanza del lavoro o di una casa?
Eppure la nostra carta fondamentale afferma, all’Art. 31, che è compito della Repubblica di agevolare “con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”. Queste parole, alla prova dei fatti, suonano ormai come un’insopportabile beffa.
Chi è maggiormente responsabile per le tante inadempienze ed omissioni che non consentono ai giovani di sposarsi, che condannano alla povertà i nuclei familiari e costringono molti bambini a vivere sotto la soglia di povertà? La classe politica, evidentemente, ha le maggiori responsabilità.
Chiunque può constatare come, dappertutto, a fronte di tali drammatiche evidenze, i temi che scaldano i dibattiti nelle aule consiliari ed in seno alle varie amministrazioni sembrano essere per lo più i “matrimoni gay” o le tutele da accordarsi alle “coppie di fatto”. Anche Viterbo, in questi mesi, non ha fatto eccezione. La famiglia (ancor oggi l’aspirazione prevalente presso la maggior parte degli adolescenti in tutte le inchieste sociologiche) sembra invece scomparsa dal discorso pubblico, relegata nella zona grigia del sospetto ideologico o del disinteresse, delle omissioni o della franca penalizzazione sociale ed economica.
Questi sono i fatti. Dunque auspichiamo che il Comune voglia al più presto dare un segnale di svolta e porre finalmente al primo punto della sua agenda la sofferenza della famiglia ben evidente anche a Viterbo. La famiglia, soggetto di rilevanza costituzionale, ha pieno diritto ad un riconoscimento non equivoco e ad una tutela sociale ben più sostanziale, non ha invece bisogno di registri che legittimano la precarietà e dirottano altrove le poche risorse disponibili.
Stefano Aviani Barbacci
presidente Movimento per la vita Viterbo
