Viterbo – Saranno esaminati da un commercialista gli scambi di assegni tra l’ex bancario a giudizio per usura e gli imprenditori presunte vittime.
Lo ha deciso ieri il tribunale viterbese nel processo ad Angelo Valleriani, ex funzionario della filiale Banca di Roma di Viterbo, accusato di aver prestato soldi a strozzo a piccoli artigiani e commercianti della provincia.
In quattro sono imputati di usura: oltre a Valleriani anche Vincenzo Falcone, intestatario dei conti da cui si attingeva per i prestiti, Amanzio Bellacanzone e Gianpaolo Bannetta, che per l’accusa riciclavano gli “assegni sporchi” firmati dalle vittime.
L’indagine prende il nome di “Due ruote” perché la prima denuncia parte nell’aprile 2007 da un rivenditore di moto di Montefiascone. E’ un carabiniere a ripercorrere in aula i passaggi dell’inchiesta: denuncia, intercettazioni telefoniche e ambientali, più le registrazioni delle vittime per incastrare Valleriani & Co.. In una di quelle registrazioni, ricorda il carabiniere “l’ex bancario dice di avere titoli del rivenditore di moto per 60mila euro e minaccia di metterli all’incasso se non si decide a dargliene almeno 50mila sull’unghia o a pagare con una moto che piaceva a suo figlio”.
Sempre il carabiniere racconta che “nella registrazione di un’altra presunta vittima, Valleriani ammette di aver concesso prestiti con un tasso mensile del 5 per cento”. L’incontro avvenne al casello di Orte, il 21 aprile 2008.
C’è, poi, l’episodio della “finta fattura” per giustificare la pretesa di un assegno da 42mila euro.”Un documento fittizio – spiega il carabiniere – per attestare l’acquisto di 50 televisioni per quella cifra, da parte della rivendita di moto”. L’imprenditore denuncia l’assegno come smarrito. Il carabiniere spiega che “in un’intercettazione Bannetta, gli dice di trovare il modo di ritirare la denuncia, altrimenti gli avrebbero fatto passare i guai”.
Tra il 2007 e il 2008, Valleriani era indagato dalla procura di Roma e intercettato dai pm di Trento. Ma la difesa dell’ex bancario rimarca che anche il titolare della concessionaria ha procedimenti in corso e buona parte della ricostruzione degli inquirenti si baserebbe sulle sue testimonianze.
C’è anche la consulenza del pm Fabrizio Tucci che, solo per il rivenditore di moto falisco, parlerebbe di 400mila euro prestati e 630mila restituiti. Mentre i legali, in aula, fanno notare che a Valleriani si contestano tre episodi di usura, con movimenti di denaro pari a circa 100mila euro. Da qui la richiesta di una perizia per ricostruire l’intero percorso degli assegni: chi li ha emessi, chi li ha incassati, quando e qual era l’importo. Il 29 aprile il commercialista riceverà l’incarico dal tribunale.
