Orte – Finti autovelox parte seconda. Ieri sera altro servizio delle Iene.
La trasmissione di Italia 1 ha mandato in onda il seguito di quanto visto la settimana scorsa, sui trenta apparecchi arancioni che il comune di Orte ha acquistato per ottantaseimila euro, ma che non rilevano la velocità.
Servono solo come deterrente, seppure l’unico motivo per cui possono essere utilizzati è mettendo all’interno misuratori omologati.
Perchè il ministero non li ha omologati. Nonostante questo, non solo Orte, ma altre centinaia di comuni li hanno acquistati. Anche se il centro della Tuscia detiene il primato d’avere il maggior numero di postazioni in proporzione al territorio coperto.
La iena Casciari ha tentato di farsi ricevere dal produttore degli autovelox. Inutilmente.
La sede è a Brescia, ma all’indirizzo riportato anche sulla delibera del comune di Orte, non trova nessuno e così altrove.
Fino a quando Casciari non arriva a due società fiduciarie, che solitamente sono utilizzate per fare da protezione a chi realmente investe.
La prima non lo Casciari, con la seconda ha più fortuna, ma non ottiene nulla per ragioni di riservatezza.
“Centinaia di comuni italiani comprano questi scatolotti vuoti – spiega Casciari – a un prezzo quindici volte più alto rispetto al loro prezzo di mercato, da una società di cui è impossibile capire la proprietà”.
Non ottenendo risposte, le Iene arrivano a parlare con il ministro ai Trasporti Maurizio Lupi, che chiamando in causa la Corte dei conti, mette in guardia gli amministratori locali: “Faremo una nuova circolare molto chiara – dice Lupi – siano ben attenti a continuare a spendere risorse dei cittadini su uno strumento che il ministero ritiene non adatto”.


