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“Gesto barbaro e cattivo, i ragazzi sono terrorizzati”

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Fabio Putano Bisti

Fabio Putano Bisti

Furto con scasso nella casa famiglia per disabili adulti orfani di Proceno

Furto con scasso nella casa famiglia per disabili adulti orfani di Proceno

Furto con scasso nella casa famiglia per disabili adulti orfani di Proceno

Furto con scasso nella casa famiglia per disabili adulti orfani di Proceno

Furto con scasso nella casa famiglia per disabili adulti orfani di Proceno

Furto con scasso nella casa famiglia per disabili adulti orfani di Proceno

Proceno – (s.m.) – “Un gesto barbaro e cattivo. I nostri ragazzi sono terrorizzati”.

Fabio Putano Bisti non trova altre parole per descrivere il furto nella casa famiglia in cui lavora come infermiere e coordinatore. Sabato sera, ladri senza scrupoli e per ora senza volto hanno messo a soqquadro la struttura di accoglienza per disabili della “Orchidea onlus” di Proceno. Bottino scarno. Ma quando gli operatori e i disabili sono rincasati dopo una serata al ristorante, nella casa famiglia sembrava passato il terremoto.

La gioia di quella cena fuori è svanita tra vetri rotti, cassetti svuotati, stanze sotto sopra e arredi distrutti. Un disastro. Ma soprattutto, un dispiacere enorme per i disabili orfani della struttura.

“Abbiamo trovato persino i lucchetti degli armadi spezzati – spiega l’infermiere -. Si sono attaccati a qualsiasi cosa. Anche ai risparmi di una signora che è ospite da noi, o al medaglione di un’altra, con la foto dei genitori. Piccole somme e piccole cose che avevano un grande valore affettivo per loro. I carabinieri dicono che i ladri sono partiti dalla zona di San Casciano dei Bagni per poi proseguire con le loro razzie fino ad Acquapendente”.

La casa famiglia è in una zona isolata fuori da Proceno. “All’apparenza può sembrare una villa – spiega Fabio -, ma quando sono entrati avranno visto appese le foto dei ragazzi. Avranno capito che si trattava di disabili… eppure non si sono fermati”.

I suoi assistiti Fabio li chiama ragazzi. E anche lui lo è: a 26 anni si prende cura di sette “ragazzi speciali” dai 27 ai sessant’anni. Un nucleo compatto che è come una famiglia vera. O forse di più: i ragazzi di Fabio dividono insieme ogni spicchio della giornata tra lo sport, i laboratori, la spesa da fare e sistemare. Un gruppo unito da sei anni che lavora, si vuole bene e a volte litiga, ma la sera i ragazzi hanno già dimenticato tutto e attaccano i letti per dormire più vicini.

All’Orchidea hanno trovato la famiglia che non hanno avuto e la vita che, forse, fuori non avrebbero. L’anima della struttura sono loro. Le giornate si dividono tra pulizia, spesa, palestra, piscina, laboratori di falegnameria, cornici e gioielli. I ladri hanno portato via pure i lavoretti dei ragazzi, ancora sotto shock per l’accaduto. 

“Li abbiamo portati una notte in albergo. Erano terrorizzati. Faticavano a prendere sonno, volevano la luce accesa, sobbalzavano al minimo rumore. Non era mai successo prima. La psicologa e l’educatrice hanno dovuto faticare per tranquillizzarli. Questa esperienza li ha impressionati”.

Un episodio che è l’unica macchia nella serenità della casa famiglia. Un’isola felice lontana anni luce dalla cronaca delle maestre che maltrattano i bimbi e delle operatrici che picchiano gli anziani. I ragazzi di Orchidea sorridono e il personale va avanti per loro, tra mille difficoltà.

“Da un anno non riceviamo finanziamenti regionali. Abbiamo lavorato sette mesi senza stipendio, ma lo abbiamo fatto con l’entusiasmo di sempre. Non potevamo andarcene e chiudere. I ragazzi sarebbero stati separati. Non c’è mai certezza di niente, ma anche con l’acqua alla gola non potremmo mai abbandonarli”. 


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