Viterbo – (g.f.) – “Così com’è il documento uscito dalla prima commissione è una scatola vuota”.
Il regolamento per registro delle coppie di fatto ieri mattina ha avuto il via libera e giovedì, se tutto va come dovrebbe, arriverà in consiglio comunale per il dibattito.
Il documento ieri è stato approvato a maggioranza, con il no di Arduino Troili (Pd) e l’astensione di Chiara Frontini.
La consigliera Viterbo 2020 non è contraria all’adozione dello strumento, ma fortemente critica per come il dibattito sta procedendo e per quello che sta producendo.
“La discussione è sbagliata – precisa Frontini – siamo alla contrapposizione ideologica, invece bisogna togliersi da una parte le vesti da partigiano e dall’altra quelle da crociato e affrontare la questione per quello che è, un fatto sociale che esiste, è reale e non riguarda solo gli omosessuali, ma soprattutto persone etero, con tanti giovani che convivono perché non possono sobbarcarsi le spese per un mutuo o non hanno certezze sul fronte lavoro.
Ho faticosamente tentato in commissione di portare su questo il confronto”.
Ovvero: “La situazione va affrontata con le norme – precisa Frontini – c’è un fatto sociale che va riconosciuto e il comune, il consiglio, devono discutere su come regolamentarlo. Invece il contenuto che esce dalla commissione è una scatola vuota”.
Perché? “Riconosce potenzialmente tutti i diritti che ha una famiglia tradizionale, fatto salvo che ogni settore deve disciplinare per conto proprio le diverse situazioni che si presenteranno.
Si rimanda, in pratica, a decisioni successive, mentre va trovata una soluzione pratica a un fatto pratico di vita reale. Su questo ci dobbiamo confrontare”.
Chiara Frontini ha proposto in commissione che si possano iscrivere al registro, coppie stabili e l’unico criterio per accertarlo è che già siano conviventi. Da quanto, è da stabilire.
“Non possiamo dire che un minuto dopo l’iscrizione hai in teoria tutti i diritti, a prescindere se sei una coppia stabile o meno. Non è corretto.
I benefici vanno concessi a una coppia vera e l’unico metro, non essendoci il contratto del matrimonio civile, è quello del tempo. Mi pare un ragionamento di buonsenso.
Penso che le stesse coppie lo vorrebbero. Se mi iscrivo al registro prendo un impegno, anche se minore rispetto al matrimonio. Attualmente il regolamento non lo prevede”.
Ci si iscrive nel registro e alle coppie di fatto si estendono i diritti che hanno le altre. Almeno in ambito comunale. Ma quali diritti? “Il testo pure in questo caso è troppo vago, rimanda a norme attuative.
Oggi il riconoscimento delle coppie di fatto manca del tutto. Non esiste, ma il riconoscimento va definito attraverso un percorso certo, per non dare adito a incomprensioni.
Il consiglio comunale deve darsi una posizione pratica e non ideologica.
Proporrò emendamenti al testo per fare in modo che il registro serva davvero a risolvere i problemi della gente”.
