Bagnoregio – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta a Gianni Letta e all’associazione Civita – Incredibile, ma vero.
L’annuncio “urbi et orbi” che il 12 aprile 2014 il così detto “parco” del Belvedere (meno di mille metri quadrati), entro il quale sorgeva il primigenio convento francescano, sarà dedicato ai magistrati Falcone e Borsellino, uccisi per aver esemplarmente adempiuto ai loro impegni istituzionali e morali, ha sollevato sorpresa e perplessità.
Naturalmente i due magistrati, come tutti coloro che a vario titolo aderiranno alla manifestazione, restano ignari di essere usati per un’invasione di campo e forse anche per una “captatio benevolentiae”, vista la vicinissima sadenza elettorale del 25 maggio 2014, nella quale anche Bagnoregio andrà a rinnovo.
Sorvolo, però, il sospetto di secondi fini, per soffermarmi sull’aspetto sostanziale di questa sconcertante vicenda che definire “gaffe” è eufemistico.
Il francesismo mi suona sgradevole, ma la traduzione che ne danno lo Zingarelli e il De Mauro è particolarmente efficace: “comportamento, azione o espressione inopportuna, maldestra o incauta che crea imbarazzo e rivela goffaggine o distrazione”.
Mi rivolgo direttamente all’sssociazione Civita, il cui Presidente è stato invitato a presiedere la manifestazione, poiché ritengo che il Comune promotore non sia nelle condizioni di recepire e valutare i dati sensibili connessi al caso.
Il fatto è che quel Belvedere è già dedicato, fin dal 1987, quando l’associazione Civita non era ancora stata fondata, a Bonaventura Tecchi, scrittore e germanista di chiara fama, il nostro più importante e rappresentativo concittadino dal almeno tre secoli a questa parte, promotore e sostenitore coraggioso della salvezza di Civita in momenti in cui era difficile difenderne le ragioni.
Perché non sussistano dubbi su quanto scrivo, allego innoppugnabile documentazione fotografica dalla quale è deducibile con quale concorso di Autorità e pubblico sia stata inaugurata la stele basaltica contenente il tondo bronzeo con l’effigie di Bonaventura Tecchi, opera dello scultore acquesiano Vinci, che qualifica in forma definitiva e compiuta la piccola area del Belvedere, molto frequentata dallo scrittore.
Perché questa distratta amministrazione ha messo in atto proprio in quel sito questa “maldestra, incauta e imbarazzante” iniziativa?
Si può spiegare così: tutti gli altri siti, e sono molti, idonei per ospitare un’intitolazione ai due magistrati simbolo della difesa dello Stato, sono tenuti nel degrado più disgustoso.
Così agendo, con distrazione e imprudente improvvisazione, si è riusciti in un sol colpo a declassare la memoria di Tecchi e di Falcone e Borsellino, con lo sfratto al Primo e la concessione di un angolo di condominio ai Secondi.
Continui pure, Onorevole Letta, a fungere da sponsor di questa Amministrazione al capolinea, sotto la quale particolarmente la cultura, oltre ogni altro settore di attività, ha subito ferite profonde.
Accetti, almeno, questa consapevolezza: molti, molti veri bagnoresi, non condivideranno.
Erino Pompei
