Viterbo – Due consulenze medico legali scagionano sette medici indagati per omicidio colposo. Ma i familiari della vittima non si rassegnano.
La sorella di F.E., 45enne morto nel 2009 a Villa Buon Respiro, imputa al personale sanitario il decesso del fratello. Per questo, ieri mattina, è tornata a opporsi all’archiviazione chiesta per la seconda volta dalla procura di Viterbo.
La prima fu nel maggio 2012. Per il pm Stefano D’Arma, la relazione del medico legale Mauro Bacci escludeva un nesso tra la morte del quarantenne e una qualunque responsabilità del personale della clinica. Il gip Franca Marinelli dispose un supplemento di indagine: riesumazione del cadavere e nuova consulenza. A eseguirla fu sempre Mauro Bacci che, tra gli altri casi, si è occupato anche dell’autopsia su Meredith Kercher.
F.E. era affetto da schizofrenia ebefrenica. Una malattia gravissima che può provocare ansia, asocialità, tendenza all’autolesionismo. Di lesioni, sul corpo di F.E., ne sarebbero state trovate tante, ma nessuna, per il medico legale, sarebbe da ricondurre alla negligenza dei medici.
In pratica, nuova consulenza, ma stesse conclusioni: nella morte del paziente non ci sarebbe traccia di colpe del personale sanitario di Villa Buon Respiro. Ma i familiari vogliono comunque nuove indagini. E ieri mattina sono tornate a chiederle al gip che, per ora, ha preso tempo.
