Viterbo – Crisi in provincia, tragedia infinita.
Quando sembrava che il centrodestra avesse trovato una soluzione alla farsa che da mesi tiene con il fiato sospeso solo i diretti interessati, ecco che arriva l’ennesimo, disarmante, colpo di scena.
La soluzione per salutare la giunta a quattro tecnica sembrava essere quella di (ri)nominare cinque assessori su sette fra quelli cui è stato dato il benservito, dopo mesi d’inutili trattative in quella che fu la maggioranza. Due a Ncd e uno ciascuno a Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc.
Una mezza intesa che però si basava sul fatto che con l’ingresso di Salvatore Serra e Francesco Galli, il gruppo FI sarebbe arrivato a quota quattro componenti e l’Ncd sceso a cinque.
Che cos’è successo, invece? Salvatore Serra ci ha ripensato. Rimane con il Nuovo centrodestra.
Quindi: l’Ncd torna a sei, FI a tre e i primi tornano a chiedere tre assessori, non più due.
In pratica non vogliono sacrificare nessuno tra Equitani, Staccini e Fraticelli. Per cui la soluzione rimane quella di portare a sei la giunta, in modo che Nuovo centrodestra ne abbia tre e gli altri uno ciascuno. Sembrerebbe durante un incontro nel Nuovo centrodestra qualcuno avrebbe pure minacciato di firmare la mozione di sfiducia per Meroi. La minoranza ha dieci voti, con altri tre, non c’è nemmeno discussione.
Riportando a sei la giunta, si sancirebbe che in questi mesi si è sollevato un polverone solo per tagliare un assessore, rispetto ai sette di partenza.
Felice Casini, capogruppo Udc, l’altro ieri insieme a Torromacco e al presidente Bigiotti (Udc) era in consiglio, alla seduta fatta saltare proprio per i problemi all’interno della maggioranza.
Contattato, anche lui è perlomeno perplesso: “Come Udc – spiega Casini – siamo disponibili a trovare una soluzione e uscire dal guado.
Noi, come penso anche Torromacco e Fratelli d’Italia la disponibilità a sederci attorno a un tavolo la mettiamo, ma quando ogni consigliere avrà definitivamente deciso a quale gruppo appartiene.
Cambiare ogni giorno le carte in tavola è assurdo. Ogni consigliere stabilisca dove vuole stare, quindi si discute”.
Riusciranno a palazzo Gentili a mettere fine alle danze?
Giuseppe Ferlicca

