Viterbo – Oltre Barelli c’è di più.
Il sindaco Leonardo Michelini è intenzionato a chiudere entro lunedì la vicenda dell’ex o quasi assessore alla Cultura, scambiando le sue, con le deleghe di un collega a scelta fra i rimanenti sette. Ma l’ottimismo del primo cittadino potrebbe subire una brusca battuta d’arresto.
Perché quello che a palazzo dei Priori non dicono e che non vogliono ammettere ancora, è che l’amministrazione si trova nel bel mezzo di una crisi dell’ottavo mese, di cui Giacomo Barelli è solo una parte. Quasi marginale.
L’idea che tutto si possa risolvere spostando un paio di deleghe da una parte all’altra ha fatto andare su tutte le furie un parte del Pd.
Sembrerebbe che in zona renziani si siano irrigiditi: non basta il cambio, Viva Viterbo deve uscire dalla giunta.
Posizione che non trova molto d’accordo Michelini, stando almeno a quello che lui stesso ha dichiarato. L’incontro a tre con Calcagnini e Michelini l’altro giorno, pare che non sia andato molto bene. Tutti sulle proprie posizioni. Il Pd ha ribadito le proprie ragioni, tirando di nuovo fuori il documento consegnato settimane fa a Michelini, sottolineando tutte le criticità dell’esecutivo.
Intanto continuano a incontrarsi, a valutare una posizione, ieri si vociferava anche di un vertice con Giuseppe Fioroni, ma se lunedì il primo cittadino dovesse redistribuire le deleghe come promesso, la situazione potrebbe prendere una brutta piega.
Mercoledì il partito ha convocato una riunione pure con il gruppo consigliare per valutare il da farsi. Modificare la giunta prima dell’incontro, sarebbe come dare uno schiaffo in faccia ai Democratici. Che senso ha riunirsi due giorni dopo se tutto si è risolto?
Porgeranno l’altra guancia? Difficile. Il Pd vuole arrivare a una rivisitazione della giunta, non un semplice scambio di deleghe come fossero doppioni di figurine.
Spostare Barelli non basta. I problemi sono altri.
Per l’ex assessore alla Cultura si può parlare d’opportunità politica nel gestire un assessorato in capo a Viva Viterbo, vicino al mondo di Caffeina, ma se la macchina amministrativa non gira è perché altri ingranaggi si sono inceppati.
Ambiente con Valeri, Lavori Pubblici con Saraconi, ma pure l’assessore Fersini non è indenne da critiche. Dal Pd suggeriscono caldamente al sindaco di dare una registrata all’assetto generale.
Una verifica.
Un po’ come sta succedendo a Roma, dove il Partito democratico ha chiesto una verifica per imprimere un passo diverso all’amministrazione. Ma a quanto pare, Marino ha dato la stessa risposta del suo collega di Viterbo. No.
Se il Pd è in fibrillazione, in maggioranza Oltre le mura per ora sta a guardare. “La prossima settimana, come sempre ci vederemo – spiega il capogruppo Maurizio Tofani – Barelli ha rimesso le deleghe, adesso saranno ridistribuite, mi pare che questo risolva la situazione”.
Non sembra proprio così. Tofani non sa o non parla, forse la seconda, in ossequio all’invito fatto dal suo collega Taborri, che in consiglio comunale ha invitato a non raccontare alla stampa le vicende interne alla maggioranza
Ma l’insofferenza del Pd verso una situazione di stallo è palpabile. “Parlare per ipotesi mi sembra prematuro – continua Tofani – prima occorre capire, a oggi ci sono solo le deleghe da riassegnare, non altro.
Se dovessero arrivare sollecitazioni diverse dagli alleati, le valuteremo”.
Giuseppe Ferlicca


