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Omicidio Zappa, ore contate per la sentenza

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Ausonio Zappa

Ausonio Zappa

Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea

Adrian Nicusor Saracil

Adrian Nicusor Saracil

Alexandru Petrica Trifan

Alexandru Petrica Trifan

Daniel Ionel Oprea

Daniel Ionel Oprea

Roma – Ore contate per la sentenza sull’omicidio Zappa.

La Corte d’Assise d’appello di Roma deciderà oggi il destino degli imputati per l’arancia meccanica a Bagnaia. Il quartetto di ventenne romeni deve rispondere dell’omicidio volontario del professor Ausonio Zappa, 82enne fondatore dell’Accademia di Belle arti di Milano e Viterbo.

Solo Cosmin Oprea (21enne) e Adrian Nicusor Saracil (24enne) entrarono nella villetta la notte del 28 marzo 2012. Gli amici e complici Alexandru Petrica Trifan (22enne) e Daniel Oprea (27enne, fratello di Comin) restarono fuori.

Alla scorsa udienza, gli avvocati dei due “pali” hanno contestato il concorso anomalo, norma che prevede che anche Trifan e Oprea debbano rispondere di omicidio, nonostante non abbiano messo piede nella villetta diventata scena del delitto.

Gli esecutori materiali dell’assassinio sono Oprea e Saracil. Gli unici che entrarono in casa per rubare. Ma il furto degenerò prima in rapina e poi in omicidio quando, dieci giorni dopo, Zappa morì al reparto di rianimazione dell’ospedale Belcolle.

Solo loro sanno cos’è successo in quei concitati minuti nella villetta. Ma i due ragazzi si incolpano a vicenda dal primo momento. In primo grado, il gup di Viterbo Salvatore Fanti li ha condannati all’ergastolo, comminando dodici e sedici anni a Daniel Oprea e Trifan.

Secondo la ricostruzione del gup Salvatore Fanti, i rapinatori arrivarono alle 2,30 del mattino nella villetta di strada Romana 12A. Zappa li sentì entrare; “Chi è?”, gridò nel buio della sua camera da letto. E’ a quel punto che sarebbe arrivata la scarica di pugni e calci da Saracil e Cosmin. Ma il gup ipotizza che l’anziano siano state usate anche armi per ridurre l’anziano in fin di vita. Cosmin accusa Saracil di aver colpito Zappa alla schiena con un martello batticarne, mentre Saracil dice di essersi opposto alla violenza smodata sull’ottantenne, tanto da rimproverare l’amico e aiutare l’anziano a pulirsi dal sangue, prima di essere cacciato via dallo stesso Cosmin.

Oggi toccherà ai loro avvocati Roberto Fava e Massimo Rao Camemi ricostruire gli eventi di quella notte in un’ottica difensiva. La difesa di Cosmin chiederà che l’accusa sia derubricata in omicidio preterintenzionale. Rao Camemi, invece, punta sull’impossibilità di una ricostruzione precisa dei fatti e sull'”eccessività delle pene comminate in primo grado, col rito abbreviato”. In ogni caso, si tratterà di ripercorrere tutti gli elementi utili ad alleggerire la posizione dei due ventenni.

Dopo le arringhe, salvo imprevisti, i giudici si riuniranno in camera di consiglio per la sentenza. La Corte è presieduta da Mario Lucio D’Andria. A latere, il magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo, autore di “Romanzo criminale” e ora impegnato con il talent letterario “Masterpiece”. 


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