Roma – Vent’anni agli esecutori materiali. Dieci e otto anni ai “pali”.
E’ questa la decisione della Corte d’Assise d’appello di Roma per i quattro imputati per l’omicidio del professore 82enne Ausonio Zappa.
La corte presieduta da Mario Lucio D’Andria, a latere Giancarlo De Cataldo, ha riformato in favore delle difese la sentenza del gup di Viterbo Salvatore Fanti.
In primo grado Cosmin Petrut Oprea e Adrian Nicusor Saracil erano stati condannati all’ergastolo. Proprio loro la notte del 28 marzo 2012 erano entrati nella villetta di Ausonio Zappa in strada Romana, 12/A a Bagnaia. Sempre loro sono accusa di aver ridotto in fin di vita l’anziano dopo un tentativo di rapina. L’agonia di Zappa durò dieci giorni, fino alla morte all’ospedale Belcolle di Viterbo.
I due “pali” Alexandru Petrica Trifan e Daniel Ionel Oprea, sempre in primo grado avevano preso 16 e 12 anni di reclusione.
In mattinata le arringhe degli avvocati Roberto Fava e Massimo Rao Camemi, che hanno ricostruito davanti alla corte gli eventi di quella notte.
La sentenza è arrivata poco dopo le 13, dopo un’ora e mezza di camera di consiglio.
Entro 45 giorni saranno depositate le motivazioni.




