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Pompieri sotto organico, sicurezza a rischio sul litorale

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La protesta del sindacato Usb dei vigili del fuoco sotto la Prefettura

La protesta del sindacato Usb dei vigili del fuoco sotto la Prefettura

 

La protesta del sindacato Usb dei vigili del fuoco sotto la Prefettura

I pompieri prima dell’incontro in Prefettura

La protesta del sindacato Usb dei vigili del fuoco sotto la Prefettura

Viterbo – Personale ai minimi storici. Straordinari che non riescono a coprire tutte le esigenze del territorio. Settori, in particolare quello dei sommozzatori, a rischio cancellazione.

Il sindacato Usb dei vigili del fuoco scende in piazza per accendere i riflettori sulla drammatica carenza dei pompieri nel Viterbese. Un organico rimasto fermo ai numeri di trent’anni fa e che, ultimamente, si è assottigliato ancora di più.

“Oggi sono 144 i vigili del fuoco in servizio nella Tuscia – spiega il coordinatore provinciale della Usb Emiliano Salcini – a fronte dei 158 previsti dal piano degli anni ’80. Ma con il tempo le esigenze sono aumentate notevolmente, mentre i pompieri sono soltanto diminuiti”.

Un’emergenza di cui risente tutta la provincia, ma che pesa soprattutto sulla zona del litorale.

“A Tarquinia – prosegue Salcini – c’è un presidio attivo soltanto di giorno, dalle 8 alle 20, che viene coperto dagli straordinari dei pompieri in turno a Viterbo o nel resto del territorio. In pratica, se succede qualcosa di notte bisogna partire da Viterbo e ci si mette minimo mezzora se non di più. Se invece, come spesso è successo, l’emergenza scatta di giorno, chi è impegnato lì riesce a intervenire, ma il resto della provincia rimane sguarnito”.

Per dare respiro al corpo provinciale dei vigili del fuoco e far funzionare un distaccamento a Tarquinia servono in totale 26 unità: 16 pompieri semplici, 8 capisquadra e 2 capireparto.

“Sarebbe già un ottimo traguardo per riuscire a fare il nostro lavoro in maniera soddisfacente – spiega Salcini -. Il territorio sarebbe coperto in modo più capillare senza intaccare la sicurezza dei cittadini. Anche perché quella è la cosa più importante. Non ci stiamo lamentando dello stipendio, benché non sia certo da capogiro, anzi. Però quello che ci interessa ora è soltanto riuscire a fare il nostro lavoro bene e con i risultati che la gente si aspetta”.

A breve, probabilmente intorno alla prima metà di aprile, il dipartimento sta approvando un riordino del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Sono circa 1600 le unità che dovrebbero essere spalmate su tutto il territorio italiano. Ed è quindi per questo che il sindacato Usb di Viterbo vuole attirare l’attenzione del Prefetto Antonella Scolamiero.

“Incontriamo il Prefetto – conclude Salcini – affinché possa far sentire la nostra voce. Abbiamo bisogno di 26 pompieri. Un bisogno urgente e concreto. Non ci pare una pretesa impossibile e speriamo che possa essere accolta. Affrontiamo circa seimila interventi all’anno e nella Tuscia dobbiamo fare i conti con realtà delicatissime come la centrale Enel di Montalto di Castro, il polo ceramico industriale di Civita Castellana, le linee ferroviarie”.

Un lavoro già non semplice nel quotidiano, ma ulteriormente aggravato in periodi di particolari calamità come incendi estivi o alluvioni invernali. Il tutto, finora, gestito soltanto con una partenza nella sede centrale di Viterbo, una a Civita Castellana e una a Gradoli.

Francesca Buzzi

 


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