Viterbo – Più del decreto Del Rio, a far tremare la provincia di Viterbo ci hanno pensato le telecamere di Matrix (il video delle riprese con le telecamere nascoste).
Il programma d’informazione in onda su Canale 5 ha giocato un brutto scherzo agli amministratori di palazzo Gentili.
L’altro giorno una troupe è arrivata in via Saffi per un servizio di commento all’approvazione del ddl che mette fine all’ente. Solo che gli autori della trasmissione condotta da Luca Telese, più che alle dichiarazioni ufficiali, erano più interessati ai commenti a microfoni spenti.
Quindi si sono messi al lavoro, hanno effettuato riprese nelle sale del palazzo, intervistato il presidente della provincia Marcello Meroi. Un ottimo servizio. Che nessuno vedrà mai.
Perché l’altra sera ad andare in onda sono state le chiacchiere e soprattutto le impressioni rilasciate a telecamere spente. Almeno quelle ufficiali. Perché mentre parlavano, gli inquilini di palazzo Gentili non sapevano di essere ripresi da una videocamera nascosta.
Le loro parole sono state registrate e andate in onda, con la voce camuffata e i volti nascosti. Poco professionale, ma lo scopo che il giornalista si era prefissato, lo ha raggiunto. O quasi.
“Il governo, così come quello precedente – spiega un uomo dal volto coperto e la voce resa irriconoscibile, che però assomiglia tanto a quella del presidente Meroi – ha tentato di dare un’immagine di tagli ai costi della politica.
Non potendo attaccare le regioni, che hanno una forza politica diversa da quella che hanno le province, hanno colpito queste ultime, l’anello debole”. Niente che Meroi non avrebbe detto anche a microfono acceso.
Che sia stato colpito il soggetto più debole, ne è certa anche una misteriosa donna, non inquadrata. “Che noi siamo l’anello più debole non ci piove – dice mentre in camera si vedono solo le sue mani – è questo che mi dispiace. Iniziamo dall’alto, no?
Si era parlato di riduzione del numero di parlamentari, poi più niente. E’ lì la spesa. Se la prendono sempre con i più deboli”.
Due giovani addetti, invece, spiegano che aumenteranno le spese per il trasferimento dei dirigenti dalla provincia alla regione, dovendo equiparare lo stipendio. Mentre al dipendente la busta paga aumenta di quattrocento euro”.
C’è poi chi non ha dubbi, tagliare le province è un grave errore: “E’ sbagliato – dice una voce fuori campo leggermente modificata, che sembra tanto quella del consigliere Ncd Alessandro Cuzzoli – bisogna ridurre gli stipendi e non il numero dei rappresentanti politici, perché sono quelli che difendono il territorio”.
Lo difendono, ma non dalle brutte figure.
Se si trattasse davvero di Cuzzoli, lo scoop di Matrix è poca cosa. Il consigliere ha detto ben altro e a microfono aperto in consiglio provinciale.
In ogni caso, quelli che sono caduti nella rete di Matrix possono consolarsi. Non sono stati i soli, stessa sorte è toccata pure ai loro colleghi di Monza.
Giuseppe Ferlicca





