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Riaffiorano antiche mura a valle Faul

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I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

I ritrovamenti archeologici a Valle Faul

Viterbo – Riaffiorano antiche mura a valle Faul (fotocronacaslideshow).

Al cantiere aperto per l’ampliamento del parcheggio, gli operai all’opera nei lavori di sbancamento, si sono imbattuti in reperti archeologici sulla cui datazione sono in corso accertamenti.

A un primo esame, si tratta di antiche mura di costrizioni, forse magazzini o una cisterna.

Dovranno essere gli esperti della Sovrintendenza a stabilire con maggiore precisione cosa si siano trovati di fronte al cantiere di valle Faul.

Reperti, che seppure non dovessero rivelarsi di particolare pregio, rappresentano comunque un’interessante scoperta nel cuore di Viterbo.

La zona è di origine etrusca, a poca distanza dalla valle c’è la necropoli di Poggio Giudio.

L’intera area non è mai stata oggetto di particolari ricerche archeologiche ed è naturale che scavando tornino alla luce testimonianze del passato di epoche diverse.

Fino al 1285 valle Faul era considerata extra Viterbium, il perimetro dell’antica città coincideva con il palazzo dei Papi, il vecchio ospedale.

Infatti, le armi da guerra utilizzate dalle forze imperiali per assaltare il castello erano posizionate all’altezza della chiesa di san Giovanni Decollato, un tempo santa Maria della Ginestra, perché territorio extra cittadino.

La chiesa apparteneva alla Misericordia, una confraternita molto ricca, che assisteva i condannati a morte e infatti sotto l’altare erano conservate le corde utilizzate per le impiccagioni.

Con l’unità d’Italia, dopo il 1870 la proprietà è passata al comune.

Tutte le opere custodite al suo interno, un crocifisso ligneo e diverse tele sono conservate nella chiesa di san Faustino.

Eretta la nuova cinta muraria, valle Faul è stata inclusa all’interno del territorio di Viterbo.

Nel libro di Feliciano Bussi, Istoria della città di Viterbo, del Settecento, la valle viene descritta larga un tiro di sasso e lunga una corsa di cavallo.

Vi si disputava il palio valle Faul e la colonna Ser Monaldo, oggi conservata al Sacrario, vicino al monumento al paracadutista, è quella dove veniva poggiato il palio.


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