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Rivolta nella maggioranza in comune

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Goffredo Taborri e Aldo Fabbrini

Goffredo Taborri e Aldo Fabbrini

Leonardo Michelini e Marco Ciorba

Leonardo Michelini e Marco Ciorba

Il presidente del Coni Livio Treta

Livio Treta

Viterbo – (g.f.) – La verifica di maggioranza in comune si è conclusa e adesso nella coalizione che sostiene il sindaco Michelini, sono tutte rose e fiori. Bella storia, peccato che sia buona al massimo da raccontare ai propri figli la sera prima d’addormentarsi, ma attenti agli incubi.

Altro che compattezza. La migliore fotografia di quanto si vogliono bene nel centrosinistra allargato a palazzo dei Priori, è stata scatta a fine seduta di consiglio comunale.

Un duro botta e risposta fra il vice capogruppo Pd Aldo Fabbrini, uno che non le manda certo a dire e Livio Treta.

Pochi minuti prima è stata votata la relazione dell’assessore Alvaro Ricci sul centro storico, con la maggioranza che si è divisa.

Sì da Pd, Sel e Viva Viterbo, mentre dentro Oltre le Mura in quattro si sono astenuti.

Fra questi, anche Livio Treta, con Chicco Moltoni, Marco Ciorba e Goffredo Taborri. Quest’ultimo ha precisato la ragione dell’astensione: “Nulla a che vedere con quanto esposto dall’assessore – sostiene Taborri – ma non sono d’accordo sul modo con cui siamo arrivati alla votazione finale”.

Ovvero, senza un vero e proprio documento da votare. Si approva una relazione verbale.

Gli altri astenuti si sono accodati. Un episodio da derubricare a scaramucce interne alla maggioranza, anche se comunque non sono esattamente segnale di un ottimo stato di salute, se non fosse che come sostenuto da più parti, dietro al non voto degli esponenti Oltre le mura ci sarebbe dell’altro.

Tre di loro, Ciorba, Treta e Moltoni, hanno deleghe specifiche, dalla terza età alla protezione civile, all’associazionismo. Pare che abbiano chiesto alla giunta d’istituire speciali capitoli in bilancio per le loro attività. Fondi, ovvero soldi. Ma a quanto pare, la giunta avrebbe risposto picche.

Incredibile, ma vero, una risposta sensata. Quindi è scattata la ritorsione.

Prova ne sia il consigliere Treta che a Fabbrini ha mandato a dire come: “Gli impegni presi si rispettano fino in fondo” e un altrettanto infuocato Fabbrini ha replicato: “Non è in questo modo che si portano avanti le richieste”.

O qualcosa di simile e forse meno gentile.

Quindi, a palazzo dei Priori, va tutto bene. Per chi ci crede.

In ogni caso, è sempre un piacere assistere a sedute di consiglio dove di alcuni consiglieri nessuno sa conosce nemmeno il timbro di voce, tranne quando si tratta d’affrontare argomenti di così elevato spessore…


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