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Viterbo – (g.f.) – La convocazione con la giunta composta da pupazzi è una provocazione, per protesta contro il consiglio comunale annullato fuori dalle normali procedure e per le mancate risposte da parte della maggioranza, ma le interrogazioni che Marini e l’opposizione hanno presentato alle bambole che per hanno preso il posto degli amministratori, sono tutt’altro che un gioco.
Viterbo 2020, Fratelli d’Italia, Fondazione e Forza Italia non ci stanno.
Quella di Giulio Marini, in particolare, chiama in causa direttamente il sindaco Leonardo Michelini. Il consigliere di Forza Italia interroga l’assessora Alessandra Zucchi su un tema già sentito a palazzo dei Priori, il conflitto d’interesse.
Solo che stavolta riguarda lo stesso primo cittadino. La storia parte da aprile.
“Il consorzio agrario è ricorso al Tar – ricorda Marini – per la realizzazione di una rotatoria sulla Teverina, parte di un piano integrato della precedente amministrazione.
Il consorzio ha presentato ricorso tramite il suo legale rappresentante: Leonardo Michelini. Il 30 aprile i giudici hanno dato ragione al consorzio.
Ci sono state le elezioni, mi sono reso conto delle difficoltà di Michelini candidato sindaco e presidente del consorzio, pensavo che in caso di vittoria avrebbe risolto, dimettendosi da presidente del consorzio”.
Invece il 14 giugno è arrivato, il centrosinistra ha vinto, ma Michelini si è dimesso molto dopo. “Il 30 novembre – ricorda Marini – e per tutto questo tempo è diventato incompatibile”.
Cosa c’entra con la rotatoria? “E’ la ragione per cui mi rivolgo all’assessora Zucchi – precisa Marini – lei avrebbe dovuto difendere il comune, avrebbe dovuto ricorrere al consiglio di stato contro la decisione del Tar, ma non è stato fatto.
Così, le opere pubbliche previste in quel piano integrato, per il valore di 300mila euro sono andate perse.
Questo è conflitto d’interessi.
Il sindaco Michelini non ha posto in essere tutte le azioni contro il presidente del consorzio Michelini. Si è dimesso dopo mesi dalla sua elezione, ma ormai la frittata era fatta.
Non posso immaginare che il 14 giugno il sindaco non sapesse che doveva dimettersi dal consorzio e se non lo sapeva è ancora grave.
Valuteremo con i consiglieri di minoranza i provvedimenti per tutelare noi, il comune di Viterbo”.
Nella seduta con i pupazzi, Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha chiesto ragione d’interrogazioni che dallo scorso luglio sono in attesa di risposta, Paolo Barbieri (Fondazione, consigliere fino alla scorsa legislatura), con Roberto Talotta ha stigmatizzato il comportamento del sindaco quando ha attaccato Santucci chiedendogli lui di cosa campasse.
Domani, intanto, il capogruppo Forza Italia Claudio Ubertini diserterà la conferenza dei capigruppo per protestare sull’annullamento della seduta di consiglio, ma a Michelini comunque, qualcosa da chiedere ce l’ha.
Riguarda la diffida scritta da un avvocato alla regione per la vicenda rifiuti. “Diffida che diffida non è – ricorda Ubertini – come ho avuto modo di dire.
Invece una diffida è arrivata a me, dallo stesso avvocato. Ha inviato una raccomandata a casa mia in cui mi diffida a smentire le dichiarazioni rilasciate a Tusciaweb e rettificare quanto da me dichiarato.
Non smentirò niente. Ho già replicato tramite il mio legale alla lettera. Il documento che è stato trasmesso alla regione non è una diffida. Non c’è nemmeno scritto, invece nella missiva indirizzata a me c’è scritto eccome”.
Vittorio Galati, invece, chiede che fine abbiano fatto i progetti per Bagnaia già approvati e cantierabili fra cui quello per piazza XX settembre, 200mila euro stanziati.

