Bassano Romano – Scarichi fognari nel fosso Tazzano.
A processo finisce l’ex sindaco di Bassano Romano Luigi De Luca, accusato di aver violato il codice dei beni culturali e del paesaggio.
Era l’agosto del 2007. La forestale di Ronciglione interviene dopo l’esposto di un cittadino che segnalava scarichi di acque reflue nel fosso. I forestali fanno un sopralluogo anche con l’Arpa e acquisiscono gli atti in comune.
Inizialmente pensano che lo scarico provenga da una casa di cura. In realtà, secondo la dipendente dell’Arpa che ha parlato ieri in aula, le condotte erano due: una della casa di cura, gestita dalle suore e l’altra di un nuovo complesso residenziale, che si univano prima dello scarico nel fosso. In pratica due scarichi diversi che si immettevano nella stessa tubatura. Ma mentre la casa di cura disponeva di un suo depuratore, anche se poco efficace, il nuovo quartiere non ce l’aveva. E i risultati si vedevano perfettamente nel fosso Tazzano.
La dipendente dell’Arpa ha parlato di “contaminazione evidente”, con il batterio escherichia coli in piena proliferazione.
Il tecnico comunale ha spiegato che dagli anni Novanta Bassano è in trattative con Talete per realizzare un depuratore comunale, ma per un motivo o per l’altro il progetto non è mai decollato, nonostante i numerosi solleciti, anche dell’ex sindaco. Che, infatti, davanti al giudice si sfoga con una lunga dichiarazione spontanea: “Il problema è di vecchissima data. Da sempre Bassano è sprovvista di un depuratore. Abbiamo cercato subito di correre ai ripari attivandoci con Ato e Talete, ma il tempo passava e i solleciti restavano senza seguito. Abbiamo insistito anche solo per un collettore che portasse le acque reflue fuori dal paese. Una situazione sanitaria preoccupante. Ma mi chiedo come mai non sia stata rilevata prima, con le altre amministrazioni“.
Davanti al giudice Silvia Mattei, l’ex sindaco tornerà a maggio.
