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“Serve solo ai gay, per dire che sono coppie”

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La seduta del consiglio comunale

La seduta del consiglio comunale

Viterbo – “Serve solo alle coppie gay, per dire che sono una coppia e niente di più”.

Coppie di fatto, il dibattito entra nel merito e in consiglio comunale la discussione si accende. Pro e contro. A cominciare da Arduino Troili Pd), contrario per definizione.

L’argomento accende gli animi. Buzzi (FdI) che spiega le ragioni del suo no, Insogna (Oltre le mura) lo interrompe, nasce un diverbio e alla fine esce.

Il capofila dei contrari continua a essere Arduino Troili (Pd). “Ci sono argomenti non negoziabili – dice Troili – valori veri. Dobbiamo dirci la verità. La famiglia è regolata dal matrimonio.

Il regolamento serve solo alle coppie gay per dire che sono una coppia e niente di più”.

Dal suo stesso partito, Melissa Mongiardo, presidente di commissione, è su posizioni all’opposto: “E’ una svolta da imprimere alla nostra città – precisa Mongiardo – è qualcosa che a noi non costa nulla.

Possiamo essere migliori amministratori, ma se umanamente calpestiamo i diritti dei cittadini, avremo fallito come persone uomini, cittadini e amministratori. Approvare il registro è un atto d’amore che dobbiamo riconoscere ai nostri cittadini”.

E se Paolo Moricoli (Sel) – ribadisce che si tratta di allargare diritti, senza entrare in collisione con la famiglia, Gianluca De Dominicis (M5s) sposta l’attenzione su un altro punto: “Oggi – osserva De Dominicis – stiamo discutendo su un documento che norma alcune, poche cose che competono al comune, diritti civili e riconoscimento a coppie che comunque esistono.

Anche quelle gay, cui oggi noi diciamo che il comune contro omofobia”.

E se Simoni (Oltre le mura) ricorda che il registro interessa in larga parte coppie eterosessuali, persone che convivono non avendo la possibilità di sposarsi, dal suo stesso gruppo Sergio Insogna prova a sfatare il mito della famiglia.

“Parliamo tanto di famiglia, salvaguardarla – osserva Insogna – oggi l’80% delle violenze avviene in famiglia. Non possiamo dare noi patenti morali a nessuno.

Le coppie di fatto sono basate sull’amore, la cosa più semplice che possa esserci e che unisce. Perché noi dobbiamo impedire loro di amarsi? Assurdo. Il documento aggiunge qualcosa, che è poco, ma non toglie a nessuno”.

Non la pensa così Luigi Maria Buzzi (FdI). “Questi otto mesi di dibattito non mi hanno appassionato – osserva Buzzi – facciamo passare il messaggio secondo cui chi vota a favore, è a favore degli omosessuali e chi contro, invece non lo è. Non è così.

Io mi domando quali siano i diritti? Non ci sono. E’ solo una lotta fra chi chi è pro e chi è contro, ed è un brutto spettacolo”.

Ma il messaggio alla città va comunque lanciato, secondo Chiara Frontini (Viterbo 2020), solo che Antonella Sberna vede solo uno scontro fra buoni e cattivi: “Invece la situazione non è questa – precisa Sberna – il documento dà illusioni, speranze.

Oggi stiamo dicendo che alcune situazioni vanno tollerate attraverso un provvedimento, quando invece tollerato dovrebbe essere per coscienza”.

Dal Pd Christian Scorsi è sicuro che invece l’approvazione sia un segnale importante da lanciare, insieme ad altri comuni che hanno dato il via libera allo stesso registro.

Giuseppe Ferlicca

 


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