Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Crediamo fermamente che l’Unione europea debba cambiare. Così come il nostro Paese deve andare incontro a cambiamenti sistemici che non siano solo annunciato o peggio abbozzati, ma che nascano dalla volontà di lavorare affinché l’Italia esca dalla crisi che la soffoca. Il piano di interventi sposto ieri dal neo Governo renziano contiene, malgrado molte mancanze e lacune, quell’impulso a cambiare di cui abbiamo bisogno.
La storia recente ci ha dimostrato come le politiche esclusivamente mirate all’austerità abbiano danneggiato le nostre economie, punendo chi ha avuto meno responsabilità nella crisi prime fra tutte le nostre imprese. Per creare posti di lavoro e far ripartire l’economia è necessario attribuire importanza prioritaria all’innovazione, alla ricerca, alla formazione e alla politica di reindustrializzazione intelligente per far sì che le eccezionali scoperte fatte nei laboratori e nelle università europee possano trasformarsi in un maggior numero di posti di lavoro in Europa.
La soluzione che proponiamo, in questo particolare momento storico in cui il Paese è assetato di soluzioni, prevede maggior margine di manovra per gli investimenti effettuati attraverso i bilanci nazionali in grado di far espandere la nostra economia piuttosto che farla arretrare. Se da un lato la crisi ha dimostrato che la moneta unica è in grado di agire efficacemente da ammortizzatore, dall’altro l’ultimo quinquennio ha reso evidente che la realizzazione dell’Unione economica e monetaria è ancora incompleta. Inoltre è emersa la necessità di condividere reciprocamente le responsabilità e i diritti all’interno della zona euro. È dunque indispensabile impegnarsi a ridurre i disavanzi in modo sostenibile ed equo, gestendo il debito pubblico europeo attraverso nuovi strumenti. L’impegno deve focalizzarsi nell’attuare un reale coordinamento delle politiche economiche e fiscali della zona euro, tenendo in considerazione le conseguenze sociali di tali decisioni per la comunità.
Il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali devono mantenere la propria sovranità ed essere coinvolti appieno nell’esercizio del controllo democratico di queste politiche: l’operato della Troika in questo ambito si è rivelato fallimentare e ha reso necessario e impellente creare un altro regime compatibile con i trattati UE che sia democratico, socialmente responsabile e affidabile. Tutte le realtà coinvolte dovranno vigilare con rigore sull’utilizzo del denaro pubblico, riducendo gli sprechi e incanalando le risorse in modo tale da ricavare il miglior valore possibile per i cittadini europei. La lotta contro le frodi e l’evasione fiscale e la concorrenza fiscale, battaglie che vedono le associazioni come Confartigianato impegnate quotidianamente, rappresentano priorità cruciali per ottenere un sistema fiscale equo. Dimezzare l’evasione fiscale entro il 2020 e inasprire i controlli sui paradisi fiscali: questi sono gli obiettivi primari da raggiungere, promuovendo, inoltre, norme fiscali in grado di garantire trasparenza e di lottare contro l’evasione fiscale.
Stefano Signori
presidente Confartigianato Viterbo
