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A rischio sicurezza sui treni e lotta alla pedopornografia

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Il segretario provinciale del Sap Giovanni Coscetti

Il segretario provinciale del Sap Giovanni Coscetti

Viterbo – A rischio la sicurezza sui treni e la lotta alla pedopornografia.

Il Sap (Sindacato autonomo di polizia) sta promuovendo una serie di azioni contro il piano di razionalizzazione del ministero dell’Interno che prevede, entro l’estate, la chiusura di alcune sedi di polizia postale, presidi Polfer e distaccamenti della polizia stradale.

Il segretario provinciale del Sap, Giovanni Coscetti, ha inviato un appello alle locali autorità politiche affinché intervengano  contro la soppressione nella Tuscia della sezione della polizia postale ed il posto di polizia ferroviaria.

L’appello è stato inviato al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al senatore Ugo Sposetti, ai parlamentari Donatella Ferranti, Alessandra Terrosi, Giuseppe Fioroni, Alessandro Mazzoli, Massimiliano Bernini, al presidente dell’amministrazione provinciale Marcello Meroi, al sindaco  di Viterbo Leonardo Michelini, al prefetto Scolamiero e al questore Urti.

Il segretario Coscetti sottolinea “l’indispensabile apporto di sicurezza che la sezione polizia postale garantisce alla comunità, che la vede impegnata quotidianamente nella lotta al crimine informatico, ai reati pedopornografici e alle continue truffe sul web che colpiscono sempre di più aziende e famiglie. La polizia postale è da sempre punto di riferimento nella provincia, rappresentando oggi un’eccellenza nel settore dei reati informatici”.

“La soppressione della sezione di polizia postale – continua il Sap – determinerà l’inevitabile conseguente diminuzione del livello di sicurezza telematica a fronte di risparmi non ancora ben definiti. Per quanto riguarda il posto di polizia ferroviaria, il personale effettua continui pattugliamenti sui treni e in dodici stazioni, sulle importanti tratte Viterbo – Roma e Viterbo – Orte. Tali tratte sono utilizzate quotidianamente da moltissimi viterbesi che si recano nella capitale e i servizi della Polfer garantiscono sicurezza e tranquillità ai pendolari e agli altri passeggeri. Si tratta di un’attività che difficilmente potrà essere espletata da altri uffici di polizia o da altre forze dell’ordine dislocate sui territorio”.

Non basta.

“Evidenziamo – conclude il sindacato – che i due presidi che rischiano la chiusura sono a costo zero per la nostra amministrazione: strutture e mezzi sono a carico di Ferrovie dello Stato e Poste Italiane, quindi in questo caso parlare di razionalizzazione e risparmio non coincide con la realtà. Oggi dovremmo parlare di accorpamento delle molteplici forze delI’ordine che operano sui territorio con competenze che spesso si sovrappongono.

Facciamo appello alle singole autorità affinché rappresentino all’amministrazione centrale il merito e l’importanza dei singoli uffici di polizia in procinto di chiusura, evitando così una perdita di professionalità per la polizia di Stato e una notevole diminuzione di sicurezza per tutti i cittadini viterbesi”.


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