Vetralla – 3,9 secondi. Tanto sarebbe durato il semaforo giallo agli incroci del T-Red di Vetralla.
Lo ha documentato l’ingegner Franchino, consulente della procura nell’indagine sulla fiumana di multe al semaforo tra il 2006 e il 2007 grazie ai T-Red, dispositivi per rilevare le infrazioni dotati di una telecamera e un pc in grado di leggere i dati dalle immagini.
Fatti sull’orlo della prescrizione, ma per ora continua il processo a carico dell’ex sindaco di Vetralla Massimo Marconi, dell’ex comandante della polizia locale Giovan Sante Polidori e del suo vice Ivo Aquilani, oggi a capo dei vigili urbani di Vetralla.
Quei 3,9 secondi di giallo, per l’ingegnere, erano troppo pochi. Per le difese, è la parola del consulente della procura contro la circolare ministeriale del 2007, che fissava il tempo minimo del segnale di preavviso in 3,6 secondi. In più, non esistono norme che prevedano tempi specifici per la durata del giallo al semaforo. L’ingegner Franchino, ieri mattina in aula, ha parlato di uno studio che fisserebbe il tempo minimo in 5 secondi. Ma uno studio non è legge.
A mettere in moto le indagini, nel novembre 2007, era stato un esposto di un cittadino vetrallese, Luciano Segatori. I t-red erano in funzione esattamente dall’anno prima. “Una valanga di verbali arrivarono per passaggi al semaforo rosso in via Eugenio IV”, racconta Segatori in aula. Con un accesso agli atti, aveva scoperto che l’idea di regolamentare i semafori con i T-Red risaliva alla primavera del 2006. L’installazione fu affidata alla ditta Tecnotraffico Srl con una trattativa privata.
Ex sindaco, ex comandante e attuale capo della polizia locale vetrallese sono imputati per concorso in truffa e produzione di verbali falsi. Alla prossima udienza parleranno i testimoni della difesa.
