Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’arrivo del presidente Piero Camilli, fece rinascere in tutti noi la speranza di veder riemergere la nostra Viterbese da tornei a dir poco tecnicamente scarsi e agonisticamente fasulli. Infatti, dalle parole fino alla concretezza, si capiva che il presidente Camilli avrebbe fatto le cose in grande e tutta la tifoseria aveva intuito che l’atmosfera dentro la società e la squadra era impostata a grande fiducia.
Ma fino ad oggi, purtroppo, i risultati negativi ottenuti dalla squadra, stanno non solo vanificando lo sforzo economico sostenuto dalla dirigenza, ma anche una disaffezione e un distacco emotivo della tifoseria gialloblù, allarmata e preoccupata.
Comunque, non ci interessa conoscere le ragioni per le quali i giocatori affrontano alcune partite con atteggiamenti “rilassati”, che hanno determinato la perdita della finale di coppa Italia (con l’Empolitana) ultima in classifica, e la perdita del primato in classifica con una squadra di scarsa levatura tecnica, ma ci preme ricordare a tutti che se hanno l’onore di calpestare il tappeto verde dell’Enrico Rocchi, con tanto di gratificazione economica, lo devono al presidente Camilli e anche a coloro che affollano le tribune, pagando il biglietto all’ingresso.
Da questo giudizio totalmente negativo, escludiamo tutta la dirigenza, colpevole sololtanto di aver riposto una fiducia incondizionata in chi, strada facendo, ha soltanto brillato fuori dal terreno di gioco.
Pertanto, in questo quadro allarmante possiamo solo augurarci che allenatore e giocatori guardino con senso di responsabilità alla classifica affinché da domenica prossima ci sia un surplus di impegno per un rilancio dell’attività agonistica e per evitare che la nostra Viterbese scivoli in una posizione di classifica che sarebbe a dir poco offensiva per i tifosi e per un’intera città.
Ennio Olimpio
Gruppo organizzato “La vecchia guardia gialloblù”
