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Ubriaco e sanguinante minacciò di dar fuoco all’ambulanza

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Canino – (f.b.) – Ubriaco e sanguinante minacciò di dar fuoco all’ambulanza.

I carabinieri lo avrebbero trovato in preda ai fumi dell’alcol e con una ferita alla nuca che non smetteva di sanguinare. Era fuori di sé e nonostante i militari tentassero di calmarlo, lui non smetteva di insultare il suo presunto aggressore, gestore del bar dello sport di Canino, e chiunque tentasse di soccorrerlo. Poi, appena salito sull’ambulanza, avrebbe anche estratto dalla tasca un accendino minacciando di dar fuoco a tutto.

E’ quanto hanno raccontato ieri mattina, di fronte al collegio dei giudici di Viterbo, due dei carabinieri intervenuti la sera del 26 ottobre 2011 al locale di via Tuscania a Canino. Il titolare del bar, R.F., fu arrestato per lesioni gravissime nei confronti del cliente dopo che quest’ultimo, portato d’urgenza al Belcolle, ha subìto l’asportazione della milza. Ma le manette sono scattate anche nei confronti dell’avventore, L.B., per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

“Appena siamo arrivati – ha spiegato il carabiniere ai giudici – abbiamo trovato L.B. ubriaco e sanguinante fuori dal bar. Non si stava fermo un attimo e continuava a lanciare insulti e minacce nei confronti del barista, che stava sulla porta del locale e che gli rispondeva con altrettanti improperi. Il bar erano completamente a soqquadro: c’erano scatole e scaffali rivoltati a terra e il bancone nel caos. L.B. a un certo punto ha tirato un calcio alla porta del bar spaccando il vetro. Intanto sanguinava copiosamente da una ferita sulla testa”.

I militari, a quel punto, hanno cercato di calmarlo e soprattutto di prestargli soccorso facendo intervenire un’ambulanza.

“Non c’era verso di farlo stare fermo – continua il carabinieri -. Insultata e si scagliava anche contro di noi. Poi quando lo abbiamo fatto salire sull’ambulanza ha tirato fuori dalla tasca un accendino e ha minacciato di dar fuoco al mezzo sanitario perché riteneva di non avere bisogno di cure. Subito dopo l’arresto, quindi, lo abbiamo portato in caserma a Tuscania”.

Lì L.B. avrebbe poi accusato dei fortissimi dolori che hanno convinto i carabinieri a portarlo comunque al Belcolle dove, appunto, gli è stata asportata la milza.

Intanto il proprietario del bar, R.F., era stato arrestato per lesioni gravissime. Secondo l’accusa, infatti, prima degli episodi ai quali hanno assistito i militari di Canino, era stato proprio lui a colpirlo con una stecca da biliardo. “Noi non abbiamo visto alcuna aggressione – ha precisato uno dei carabinieri -. Ma è vero che il barista era sulla porta del suo locale e brandiva la stecca. L.B., invece, era già all’esterno, sanguinante, e continuava a minacciare il gestore e la sua famiglia di morte”.

Il processo nei confronti del proprietario del bar, difeso dall’avvocato Franco Taurchini, è stato aggiornato alla metà di ottobre. In quell’udienza sarà ascoltato l’imputato e poi si procederà alla discussione.


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