Viterbo – La società Silve spa, che ha proposto l’ampliamento del cimitero di Grotte santo Stefano attraverso un project financing, scrive al comune eall’assessora Saraconi, dopo che in commissione si è discusso sulla revoca della gara.
A Saraconi, il presidente Rossi fa presente come la somma eventualmente da risarcire alla Silve potrebbe essere ben oltre i 30mila preventivati. Se accertato il danno da mancata aggiudicazione, arriva a ipotizzare somme superiori ai 500mila euro.
Il testo della lettera
Leggiamo con sorpresa e rammarico che la terza commissione ha deliberato di revocare la gara sull’ampliamento del cimitero di Grotte Santo Stefano, che ci vede come promotori aventi il diritto di prelazione.
Il mio primo pensiero va ai cittadini di Grotte Santo Stefano ai quali non possiamo garantire l’impegno morale di realizzare l’ampliamento del loro cimitero entro il 2015.
Ciò detto apprendiamo ancora più stupiti che ha già proceduto alla quantificazione degli eventuali danni a carico del comune di Viterbo, in al massimo trentamila euro. Premesso che eventuali danni ove non ritenuti equi saranno stabiliti in sede giudiziaria, possiamo già farle presente che la nostra richiesta sarà ben superiore.
La gara in questione prevede infatti il diritto di prelazione da parte della scrivente e quindi ci riteniamo in diritto di quantificare oltre alle spese sostenute per la presentazione della proposta (quantificate in circa 26mila euro) anche del mancato utile che sarebbe scaturito dall’esercizio del diritto di prelazione.
Per quanto sopra esposto la gara in questione consente di inquadrare giuridicamente la richiesta non nell’ ambito del mero “danno da perdita di chance” ma di un vero e proprio “danno damancata aggiudicazione”
Inutile aggiungere che, in questa seconda ipotesi, l’importo del risarcimento dovuto sarà molto diverso da quello ipotizzato dal dirigente, trattandosi di cifre assai importanti e ben oltre i cinquecentomila euro.
Alberto Rossi
Presidente Silve spa
