Viterbo – “Una vicenda squallida che sulla stampa non doveva neppure arrivare. E’ una questione tra me e il mio datore di lavoro”.
Angela Birindelli parla col tono battagliero di sempre. Nell’indagine per abuso d’ufficio, diffamazione e sottrazione di documenti sul direttore dell’Ater Ugo Gigli, l’ingegnera di Bolsena è parte offesa. Ma la vicenda la indispone non poco.
“Ho detto già tutto quello che avevo da dire – spiega -. Credo che le questioni lavorative non andrebbero esternate sulla stampa, come ha voluto fare il mio direttore. Ma tant’è. Da lui mi sento vessata e perseguitata. Per questo l’ho denunciato per mobbing a luglio”.
L’incarico della discordia è quello per i lavori alla scuola Ernesto Monaci di Soriano nel Cimino. L’ingegnera è nominata coordinatore della sicurezza. Lei sostiene di averlo segnalato alla dirigenza dell’Ater, che avrebbe poi dato l’ok. Ma, nella sua denuncia per falso, Gigli dice di non sapere niente. “La sua denuncia è strumentale – tuona Birindelli -. Arriva dopo quella che feci io a luglio per mobbing, minacce, violenza privata, lesioni e diffamazione a mezzo stampa. L’ho già detto e lo ribadisco”. Le carte di quell’incarico finiscono davanti all’ispettorato del lavoro.
“L’arbitrato ha archiviato la sanzione di sospensione disciplinare di Gigli a mio carico – afferma Birindelli -. Il procedimento si è chiuso a mio favore. Tra l’altro, con addebito delle spese all’azienda. Ma non contento dell’arbitrato, Gigli ha voluto farmi un’ulteriore sanzione disciplinare e io, ora, devo difendermi da contestazioni che ritengo false e infamanti”.
Una vicenda che l’ingegnera “spera si chiarisca nel più breve tempo possibile”. Ma la contesa è appena iniziata e si muove tanto sul fronte penale quanto sul terreno del diritto del lavoro. Mentre Gigli si difendeva attaccando, con una denuncia per falso che è ancora sulla scrivania del magistrato, l’ex assessora preparava l’esposto al giudice del lavoro. “Ho chiesto un risarcimento danni al direttore dell’Ater. Non sono in grado di quantificare, perché della cosa si sta occupando il sindacato, dato che non sto ancora bene. Comunque è riferito sia alle accuse false a me mosse che alla diffamazione a mezzo stampa. Tutti comportamenti che credo saranno puniti”.
Nel merito dei due interrogatori resi davanti al pm Renzo Petroselli come parte offesa, Birindelli preferisce non entrare. “Ci sono indagini in corso e la magistratura, in cui ho piena fiducia, deve lavorare con serenità. In procura ho ribadito quello che avevo già detto in sede di arbitrato e nelle mie denunce. Ho vinto perché la documentazione è chiarissima. Non ho mai negato l’incarico di Soriano, come dice Gigli. Ho negato quelli che lui mi ha attribuito e non ho mai svolto. Gli altri li ho assunti ottenendo sempre l’autorizzazione, che ho poi esibito in tutte le sedi competenti. Se Gigli crede di poter usare questo strumento della sanzione disciplinare contro di me, faccia pure. Io continuerò a difendere i miei diritti di lavoratrice che sa di aver fatto le cose in regola e si vede avanzare accuse infondate”.


