Vitorchiano – “Siamo accusati di detenere in maniera temporanea dei fanghi di depurazione senza autorizzazione”.
Nicola Olivieri, sindaco di Vitorchiano, accompagnato dall’assessore al bilancio Francesco Ragni, carte alla mano, prova a dipanare l’ingarbugliata matassa dei depuratori di Vitorchiano. Finiti prima nell’occhio del ciclone della nota trasmissione tv “Striscia la notizia” e poi nelle mani del Noe, il nucleo operativo ecologico dei carabinieri, che proprio qualche giorno fa li ha messi sotto sequestro giudiziario. Una vicenda che collega le ultime tre amministrazioni del piccolo centro della Tuscia. E’ iniziata quando il sindaco era Plinio Vagnozzi, proseguita con Gemini Ciancolini e ora è scoppiata con Nicola Olivieri.
Sindaco quando e come nasce questa vicenda?
“La vicenda depuratori, se così la vogliamo chiamare, parte dall’amministrazione di Plinio Vagnozzi. E’ in quel periodo che vennero concepiti i tre depuratori principali, uno al centro storico, uno appena fuori il centro e uno al Pallone e altri sei più piccoli che dovevano servire per alimentare le nuove zone di lottizzazione.
La giunta di Gemini Ciancolini, arrivata dopo Vagnozzi ma prima di me, chiuse quelli più piccoli perché aveva un progetto ambizioso. Ovvero realizzare un unico depuratore per cinquemila abitanti. Purtroppo senza fondi progetti così importanti non si portano avanti. Quindi senza finanziamenti regionali e in ristrettezze economiche non se n’è fatto nulla. Ma l’anno clou di questa vicenda è il 2009. In quel periodo è stata eliminata la manutenzione dei depuratori, col proposito di farla in proprio. Ma i depuratori invece di essere messi a posto sono andati a morire.
Il 7 luglio 2011, io mi ero insediato in comune da appena pochi mesi, c’è stata una denuncia e un sopralluogo dell’Arpa sui tre depuratori che ha accertato il non funzionamento degli impianti. Vorrei far notare però che non ci è stata elevata nessuna multa. Ci hanno chiesto semplicemente dei chiarimenti su lavori non eseguiti, come il rifacimento e la manutenzione straordinaria dei depuratori. Lavori che, come abbiamo spiegato nella relazione, erano stati programmati nell’elenco delle nostre opere pubbliche. Mai eseguiti perché ancora aspettiamo i finanziamenti. Nel frattempo non arrivando i fondi abbiamo tolto ai cittadini la tassa di depurazione dalla bolletta. Cos’altro dovevamo fare?”
Quindi a Vitorchiano non si depura. E come fate?
“Semplice, non depuriamo. Ma noi non siamo l’eccezione, siamo la regola. Tantissimi comuni sono messi come noi…”.
Perché allora quando è venuto a Vitorchiano l’inviato Jimmy Ghione di Striscia la notizia non ha risposto alle sue domande?
“Mi ha fatto fare la figura del fessacchiotto. La prima volta che è venuta Striscia per parlare con me del problema arsenico ho fatto un’intervista di 30 minuti, ma quando è andato in onda il servizio è stato tagliato e incollato a loro uso e consumo e mi ha dato molto fastidio. La seconda volta che sono entranti nel mio ufficio per la vicenda depuratori ho preferito non parlarci”.
Però poi sono arrivati i carabinieri e i sigilli agli impianti di depurazione…
“E’ vero, il Noe si è mosso a valle del servizio di Striscia la notizia, ma ci ha semplicemente chiesto delucidazioni. In particolare, all’ufficio tecnico del Comune ha chiesto una relazione sulla vicenda, ha poi interrogato i tecnici e messo i sigilli ai tre depuratori non funzionanti”.
Ma qual è il motivo del sequestro giudiziario dei depuratori?
“Hanno rilevato che le vasche ormai ferme e non funzionanti contengono sia acqua e fango, per questo hanno accusato il me e il tecnico del comune di aver utilizzato le vasche come luogo di stoccaggio temporaneo senza autorizzazione. Siamo accusati di detenere in maniera temporanea dei fanghi di depurazione senza autorizzazione. Ma come facevamo a chiederle se i depuratori sono fermi?”.
Lei la mattina che il Noe ha sequestrato i siti è stato ascoltato dai carabinieri?
“Io sono andato in caserma perché mi hanno semplicemente notificato l’avviso di un’indagine in corso. Non mi hanno interrogato. Solo notificato che c’è un provvedimento in corso. Sono stato lì solo mezz’ora”.
Ora cosa intende fare?
“Abbiamo appena approvato in giunta un progetto di manutenzione straordinaria per ripristinare la funzionalità dei depuratori sequestrati. Lo porteremo avanti a stralci, visto che non abbiamo molti fondi a disposizione. Recupereremo 140mila euro ripristinando la tassa depurazione in bolletta. Per il progetto di un unico depuratore invece c’è tempo, per realizzarlo serve almeno un milione e mezzo di euro.
In tutta questa vicenda vorrei però far notare una cosa: noi a Vitorchiano siamo uno dei pochi comuni con un dearsenificatore pagato dai cittadini e soprattutto funzionante. E nonostante l’acqua sia buona e con valori perfetti non possiamo berla a causa di cavilli burocratici.
I pozzi, che sono stati scavati, non sono stati subito sottoposti alle analisi di ruotine della Asl che durano un anno. Adesso che ci siamo messi a posto con la Asl la normativa è cambiata e le autorizzazioni sono aumentate… Insomma, noi abbiamo acqua buona, ma non posso revocare l’ordinanza di non potabilità. Questa è la burocrazia”.
Maria Letizia Riganelli




