- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Arsenico, messa una toppa che durerà poco”

Condividi la notizia:

Gianluca Angelelli

Gianluca Angelelli 

Civita Castellana – “Arsenico, messa una toppa che durerà poco”.

Gianluca Angelelli attacca la Regione Lazio che, negli anni, non ha saputo programmare interventi decisivi per mettere un punto alla vicenda arsenico. Un problema che si è trasformato in una vera emergenza costringendo i sindaci a chiudere i rubinetti ai propri cittadini.

“Nel 2001 – dice Angelelli – l’arsenico non era un’emergenza, ma un obiettivo da raggiungere attraverso una programmazione che invece non c’è stata. In Italia capita spesso di ridursi all’ultimo minuto. Siamo stati costretti a metterci una toppa senza trovare la soluzione per chiudere definitivamente con questa vicenda. I dearsenificatori sono solo un tampone e fanno lievitare i costi dell’acqua per la loro manutenzione che deve essere costante“.

Gli amministratori spesso chiudono i rubinetti. “Con gli altri sindaci stiamo pensando a un protocollo con la Asl per evitare di emanare ordinanze di non potabilità e poi revocarle poco dopo. L’accordo dovrebbe prevedere che entro certi parametri ci siano dei tempi stabiliti per farli rientrare nei limiti senza la necessità di assumere provvedimenti. Il gioco delle ordinanze è una follia”.

Anche a Civita sono stati realizzati impianti di potabilizzazione. “Abbiamo due dearsenificatori, quello del Falerii e quello del Barco. Sono entrambi funzionanti e previsti nella prima fase degli interventi perché fanno riferimento ad acquedotti in cui i valori di arsenico superavano i 50 microgrammi per litro e dove si doveva intervenire nell’immediato. Attualmente il valore al Falerii è di 7,9 microgrammi per litro.

Al Barco, nella zona vecchia all’interno del centro storico, siamo stati per lungo periodo sotto i limiti di legge, oggi, invece, è intorno ai 18. Si sono ribaltate le cose anche se siamo nel limite di venti microgrammi. Il punto è che devono essere cambiati i filtri. Una volta fatto, tutto tornerà nella norma”.

Sotto controllo la situazione delle frazioni. “A Borghetto e Sassacci siamo intorno ai 15 microgrammi per cui l’acqua è fuori dai limiti seppur di poco. Il valore dell’arsenico non è allarmante. Sono in corso, inoltre, i lavori degli scavi delle condutture sulla Flaminia e in altre zone della città che serviranno a convogliare l’acqua da servire nell’acquedotto comunale”.

Angelelli non resta con le mani in mano e spesso sollecita la Regione. “L’ente si è preso sei mesi di tempo per garantire la gestione degli impianti e cambiare tutti i filtri che ci permetteranno di avere acqua potabile in entrambi gli impianti”.

L’allarme tra i cittadini sembra rientrato. “E’ chiaro che un po’ sono preoccupati. C’è da dire, comunque, che rispetto a qualche anno fa, la situazione è di gran lunga migliorata visto che siamo passati dai 55 microgrammi ai 18 attuali che rappresentano il picco più alto. Come è giusto che sia, però, la gente vuole acqua potabile anche perché continuiamo a pagare la bolletta come se tutto fosse ok. In definitiva, c’è meno preoccupazione rispetto all’inizio, ma resta la rabbia di assistere a un’altalena per cui un giorno sembra tutto risolto e quello dopo risiamo da capo”.

Gli amministratori locali fanno rete. “Spesso, coi sindaci di Castel Sant’Elia, Nepi e Capranica abbiamo dovuto alzare la voce in regione per farci sentire ed evitare che questa emergenza passasse in secondo piano”.

La politica regionale ha difettato. “Serviva più consapevolezza del problema. La Regione avrebbe dovuto pensare a strade alternative come la realizzazione degli acquedotti per la miscelazione delle acque. Penso a quello del Peschiera che passa vicino Civita e che avrebbe potuto rifornire diverse zone della provincia. Poi, in un secondo momento, e solo dove non fosse stato possibile reperire pozzi, avrebbe dovuto mettere i dearsenificatori”.

E’ mancata una programmazione negli anni. “La Regione ha individuato una soluzione in condizioni di emergenza e questo va riconosciuto, ma, nel corso degli anni, è stata poco lungimirante, sottovalutando il problema”.

Infine un avvertimento al presidente Zingaretti. “Adesso – conclude Angelelli – c’è una toppa che potrà funzionare. Il buco sotto, però, rimane e, nel lungo periodo, bisognerà pensare a un’alternativa per evitare che si allarghi”.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia: