Viterbo – (g.f) – Alla chiusura del bilancio mancano tre milioni e mezzo di euro.
In comune l’approvazione è stata spostata da febbraio a marzo e poi da marzo a probabilmente giugno.
Perché far quadrare i conti si sta dimostrando meno facile di quello che sembrava.
Sarà colpa della crisi, dei minori stanziamenti da parte del governo centrale, delle spese, che taglia taglia, ma quelle essenziali per la vita dell’ente non si possono eliminare, sta di fatto che Michelini e i suoi stanno mettendo a dura prova calcolatrici e calcolatori.
Una bozza di bilancio starebbe girando in questi giorni fra i diversi assessorati, per provare a tirare le somme, l’impressione però, è che ci vorrà ancora un po’ di tempo.
Con l’allentamento del patto di stabilità e i trasferimenti dalla regione, per l’amministrazione comunale si allargano i margini di spesa, magari per la pista d’atletica (metà) al campo scuola o il cimitero di Grotte Santo Stefano o la palestra, ma rimangono sempre tre milioni e mezzo da trovare.
Come andrà a finire? Tagli alla spesa? Magari per 500 – 600mila euro. Di più è improbabile che si riesca a intervenire su questo fronte.
Aumentare le entrate? Tasse? Fra Tarsu e Tasi, a palazzo dei Priori stanno cercando di capire l’orientamento del governo e quindi posizionarsi di conseguenza.
Di sicuro nel bilancio in fase ancora di elaborazione, un peso ce l’ha pure la riscossione dei tributi.
Con l’uscita di scena di Esattorie, la riscossione del coattivo è stata affidata a Equitalia. Tuttavia, per effetto del contenzioso in atto con la vecchia società, gli archivi a disposizione non sarebbero completi, facendo registrare un calo delle entrate rispetto al passato. In compenso il comune risparmia l’aggio dovuto a Esattorie. Un milione circa.
Un bilancio non facile, con cui il comune comunque dovrà fare i conti.
