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Casa sul lago di Bolsena e vacanze pagate, Pecoraro Scanio dal gup

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Alfonso Pecoraro Scanio

Alfonso Pecoraro Scanio

Bolsena – Casa sul lago di Bolsena e vacanze pagate, Pecoraro Scanio dal gup.

Dopo sei anni di indagini, arriva davanti a un gup la richiesta di rinvio a giudizio per i fratelli Alfonso e Marco Pecoraro Scanio. A riportarlo è un articolo pubblicato dall’edizione online del Corriere della sera.

Alfonso, secondo quanto si legge, sarebbe accusato “di aver ricevuto contributi illeciti per l’attività politica, il secondo, Marco, invece, deve difendersi dall’accusa di corruzione”.

Il pm Edmondo De Gregorio, come si legge nell’articolo, ha chiesto il rinvio a giudizio anche degli imprenditori Mattia Fella, Marco Gisotti, Gualtiero Masini, Francesco Ferrara, Carlo Pangia, dell’ex autista del ministro Cosimo Ventruti, del perito tecnico Gianfranco Chiavani e di Vincenzo Napoli.

I fatti fanno riferimento al biennio che va dal 2006 al 2008, anni in cui Alfonso ricopriva la carica di ministro dell’Ambiente, mentre il fratello Marco era senatore a Palazzo Madama.

Al centro dell’inchiesta, secondo quanto riportato dal Corriere, ci sarebbero i rapporti tra l’ex ministro con Fella, Pangia e Gisotti. “Mentre, gli ultimi due si sarebbero limitati a pagare le utenze telefoniche utilizzate da Pecoraro Scanio e dal suo staff politico – si legge nell’articolo -, i benefici ricevuti da Fella, titolare di un tour operator, la Visetur, sarebbero stati trasferimenti in elicottero per 120mila euro, vacanze pagate per decine di migliaia di euro e l’acquisto di un terreno per la costruzione, poi non realizzata,  di un agriturismo e una villa nei pressi del lago di Bolsena, vicino a Viterbo”.

“Il fratello Marco – sostiene il quotidiano – invece è accusato di corruzione perché sarebbe intervenuto per garantire l’appalto della bonifica di un terreno a Crotone. Sempre Fella avrebbe sfruttato i buoni rapporti con l’uomo di fiducia dell’allora ministro per ottenere una convenzione per il noleggio dei suoi elicotteri da parte della pubblica amministrazione. Ad Alfonso Pecoraro Scanio -conclude l’articolo – era stata contestata anche la corruzione ma il tribunale dei ministri ha archiviato le accuse”.


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