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“Democrazia partecipata per una Ue che raggiunga risultati apprezzabili”

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Stefano Signori

Stefano Signori

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Stiamo assistendo alla metamorfosi dell’Europa verso una versione più democratica di se stessa: per la prima volta gli elettori potranno esprimersi e designare il presidente della Commissione europea.

L’Ue nasce con alcuni chiari presupposti, si tratta, infatti, di un’unione politica posta a garanzia dell’uguaglianza dei propri cittadini e della parità dei propri Stati membri.

Ne consegue che i cittadini europei, la società civile e gli attori sociali debbano godere di una partecipazione completamente democratica, potendo altresì esercitare un controllo sulle decisioni dell’Unione europea, che devono essere raggiunte al livello più adeguato, regionale, nazionale o comunitario, nell’interesse dei cittadini stessi.

Trattandosi di un’istituzione posta in rappresentanza dei propri cittadini, dev’essere promosso un ruolo di spicco per il Parlamento europeo con poteri legislativi, di bilancio e di controllo democratico.

Tutte le politiche devono essere efficienti e devono essere soppesate in base ad alcune linee guida imprescindibili quali il rispetto dei valori democratici, la lotta alla corruzione e la disponibilità al servizio dei cittadini in maniera chiara e trasparente.

La soddisfazione di questi obiettivi comporta l’adozione di strumenti di risposta comunitari efficaci per le violazioni dei diritti fondamentali, della democrazia e dello stato di diritto.

Perché l’Ue possa davvero ritenersi madre dei suoi cittadini e affinché questi ultimi la riconoscano in tale ruolo, riscontrando nei risultati raggiunti per mezzo di politiche efficienti i frutti di un lavoro condiviso, partecipato e famigliare, è fondamentale che lanci dei segnali chiari e di forte impatto sulle necessità quotidiane dei cittadini europei.

In tal senso è auspicabile che l’Ue riacquisti il ruolo di leader mondiale nella protezione della natura e delle risorse naturali, nonché nella lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici.

Perché ciò accada, dobbiamo noi per primi adottare delle politiche che ci vedano cooperare con i nostri partner a livello globale e fungere da modello. Confartigianato da tempo ormai si è attivata in tal senso, ideando e realizzando progetti all’avanguardia in quanto a tecnologie pulite e processi di produzione ecocompatibili.

Con l’avvicinarsi della scadenza fissata al 2020, sosteniamo la definizione di obiettivi ulteriormente vincolanti per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, per aumentare il consumo di fonti di energia rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica. Combattere la precarietà energetica e, al contempo, garantire un accesso minimo all’energia per tutti: ecco i risultati apprezzabili di cui hanno bisogno i cittadini europei.

Le problematiche che quotidianamente affliggono i nostri Comuni, ci dimostrano quanto i modelli di produzione, consumo e mobilità debbano essere modificati e il processo di riciclaggio dei rifiuti debba essere migliorato.

Quando ci affrancheremo dai sistemi inadeguati che non migliorano la qualità di vita, allora saremo in grado di ridurre la pressione sulle scarse risorse naturali a disposizione, aiutando i cittadini a diminuire le proprie spese in materia di consumi energetici e la loro impronta ecologica.


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