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“Diluire è meglio che dearsenificare”

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Alfredo Graziani sindaco di Magliano Sabina

Alfredo Graziani sindaco di Magliano Sabina

Magliano Sabina – “Diluire è meglio che dearsenificare”.

La formula è dettata dal sindaco di Magliano Sabina Alfredo Graziani. Anche lui alle prese con l’emergenza arsenico, è un convinto sostenitore che i dearsenificatori siano la soluzione meno conveniente per mettere un punto sulla vicenda. Meglio optare sulla diluizione delle acque per voltare definitivamente pagina.

“L’emergenza arsenico – esordisce Graziani – va affrontata e risolta. La fase di dearsenificazione delle acque, attraverso l’assorbimento, è una soluzione che non può durare nel tempo ed è costosa. Bisogna quindi scegliere la diluizione delle acque, investendo i soldi per individuare le sorgenti pure”.

Anche Magliano Sabina si è trovato a far fronte al problema della potabilità. “Attingiamo dalla sorgente Barco nel comune di Fabrica di Roma per cui la nostra situazione è un po’ quella del Viterbese. L’approvvigionamento avviene in un terreno vulcanico in cui la concentrazione alla fonte si attesta sui 24 microgrammi al litro. Per questo, abbiamo installato il dearsenificatore, il primo della regione”.

Magliano ha aperto la strada alle altre amministrazioni. “Si trattava di un impianto sperimentale e, almeno all’inizio, abbiamo avuto grosse difficoltà di gestione e sostituzione dei materiali di filtraggio. Ora, però, la concentrazione di arsenico è di un microgrammo per litro e, quindi, ben al di sotto della soglia consentita. L’acqua si può usare e un’ordinanza lo attesta”.

Non è tutto rose e fiori però. “Le spese gravano pesantemente su un comune come il nostro. Con la bolletta dei cittadini riusciamo a coprire una piccola parte del costo del servizio. Solo di energia elettrica per l’alimentazione delle pompe, infatti, spendiamo 120mila euro all’anno, poi ci sta la manutenzione, il costo per lo smaltimento e la sostituzione del materiale di filtraggio, l’Iva, annessi e connessi”.

Una soluzione più conveniente c’è. E il sindaco l’ha ben chiara. “Con i soldi spesi per mantenere i dearsenificatori, si potrebbero accendere mutui per la diluizione delle acque. Servirebbe un’azione congiunta dei comuni interessati dall’emergenza per dimostrare, conti alla mano, la convenienza di adottare questa alternativa”.

L’allarme tra i quasi quattromila abitanti sembra rientrato. “Abbiamo messo una casetta dell’acqua e distribuiamo acqua dearsenificata nelle scuole. Tutti accorgimenti per venire incontro alle esigenze dei cittadini. La gente è preoccupata, ma le nostre analisi sono nella norma e non voglio rovinare questo momento di tranquillità che, anzi, spero duri il più a lungo possibile”.

Graziani si è detto favorevole all’approccio della Regione nell’affrontare l’emergenza. “Non poteva agire diversamente visto il punto in cui ci siamo trovati. Noi italiani, di solito, siamo abituati ad affrontare le situazioni quando non c’è più tempo, sta nella nostra impostazione culturale. Chi amministra dovrebbe invece programmare certe problematiche, se non prevenirle. Bene ha fatto la regione a finanziare i dearsenificatori, anche perché, la realizzazione degli acquedotti per la miscelazione non è immediata e, in quel momento, non sarebbe stata la strada giusta”.

Ora, però, è arrivato il momento di cambiare passo. “Adesso – conclude Graziani – è necessario aprire un tavolo di concertazione per vedere quali possono essere gli approvvigionamenti  più convenienti per le diverse aree del Viterbese e individuare le fonti da cui prelevare acqua per la diluizione. Così si chiuderebbe una volta per tutte con l’emergenza”.

Paola Pierdomenico 


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