Viterbo – Esattorie, per i 38 dipendenti rimasti senza occupazione, le speranze di ritornare al lavoro sono legate a un bando che il comune dovrà predisporre per la riscossione tributi. +
Altre strade fin qui percorse, si sono mostrate vicoli ciechi. E’ l’esito dell’incontro in prefettura, voluto per sciogliere il bandolo di una matassa molto intricata.
“Le abbiamo tentate tutte – spiega Luisa Ciambella, assessora al Bilancio – accordi con la stazione appaltante toscana, riscossione regionale, intesa con l’Anci.
Ma nessuna ha dato l’esito atteso.
Adesso attendiamo un’altra settimana per scrupolo, con l’Anci, per un’ultima verifica, ma gli spazi sembrano molto ristretti”.
La sola via sembra essere quella di una gara per affidare il servizio. Facendo tesoro di quanto accaduto con Esattorie e i mancati versamenti nelle casse comunali. “Infatti non sarà un bando come quello precedente – anticipa Ciambella – in cui la società percepiva un aggio in base a quanto riscuoteva. Stavolta la riscossione dovrà rimanere al comune.
Non possiamo più rischiare di ritrovarci nella stessa situazione. Faremo un bando a corpo, di servizio.
Al comune serve potenziare il front office, con persone che si dedichino a questo, inseriscano le dichiarazioni dei redditi, eseguano controlli.
Si stabilirà il numero di persone necessarie e su queste l’amministrazione pagherà, mettendo risorse in bilancio, recuperate dall’evasione.
In questo modo non si rischia che i tributi riscossi non siano versati nelle casse comunali. Perché la riscossione rimane all’ufficio tributi”.
Nonostante l’impegno, non sarà una soluzione che potrà salvare tutti i 38 dipendenti Esattorie. “Prevederemo una clausola di salvaguardia per i lavoratori – precisa Ciambella – nel rispetto delle normative vigenti, ma è chiaro che con questo numero il servizio non si reggerebbe in piedi e nel giro di un anno saremmo di nuovo punto e a capo.
Oggi paghiamo le conseguenze di scelte sbagliate compiute in passato”. A palazzo dei Priori non potranno attendere ancora a lungo.
“Il comune ha la necessità di provvedere a potenziare l’ufficio riscossione, ci sono delle responsabilità. Abbiamo atteso fino a marzo per trovare una soluzione che garantisse tutti, ma a un certo punto ci sono doveri che un’amministrazione non può più rimandare, pena il danno erariale. Noi al momento della stesura, prevederemo che ci sia un numero minimo di dipendenti, sotto il quale non scendere.
“Se dovessero essere di più, in base alle offerte, ancora meglio”.
All’incontro anche Paolo Barbieri per il sindacato Fabi, preoccupato per l’immediato dei lavoratori, con la cassa integrazione in scadenza e con un’idea diversa per il loro futuro. Una gestione in house del servizio, piuttosto che il bando.
Giuseppe Ferlicca



