Viterbo – Un esercito di 183mila disoccupati nel 2012 si è rivolto a uno dei 39 centri per l’impiego del Lazio.
Ma i fortunati, coloro che hanno trovato lavoro grazie a questi centri, sono stati solo il 2,5% ovvero 4.575 persone (dati Uil di Roma e del Lazio).
I 39 i centri per l’impiego sono dislocati nelle varie province del Lazio, si trovano 25 soltanto a Roma (16 in provincia, 5 nella capitale e quattro all’interno delle università), quattro a Frosinone, cinque a Latina, due a Rieti e tre a Viterbo.
In questi punti però cercare un lavoro è l’ultima cosa che si fa. Chi ci si rivolge cerca principalmente di sbrigare pratiche burocratiche, come richiedere certificazioni di disoccupazione per eventuali esenzioni. E pochissimi chiedono di visionare le richieste di occupazione e le offerte delle aziende del territorio.
A chiedere che tornino a svolgere la mansione per cui sono nati (trovare lavoro a chi lo ha perso o orientare i giovani nel mondo del lavoro) è il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri: “Se i centri svolgono prevalentemente funzioni diverse da quelle per cui sono nati e se soltanto il 2,9% delle offerte delle aziende italiane passa attraverso i Cpi, perché non si fa una seria verifica della loro effettiva utilità? Soprattutto in rapporto alle necessità del territorio. Non sarebbe più opportuno averne 10-15, a seconda dei bisogni e dell’affluenza, ma realmente operativi nella ricerca di un lavoro?”.
Secondo i dati della Uil Roma e Lazio dei 183mila utenti in cerca di occupazione, 41mila erano under 25.
