Viterbo – (g.f.) – Poco distante si sentono i fischietti dei vigili. Per chi ha lasciato la macchina in divieto di sosta a piazza del Plebiscito è un avvertimento. Poi scatta la multa, funziona così.
Ma non ovunque a Viterbo. E’ sufficiente spostarsi di qualche metro, da piazza del Plebiscito a via Ascenzi e si entra in una zona evidentemente franca.
Sulla destra, proprio di fronte all’ingresso del comune, in curva e in zona dove la sosta non è consentita, c’è un’auto grigia ibrida.
Lo stesso modello di quella in dotazione al sindaco Leonardo Michelini. Come quella del sindaco, ha sul parabrezza la scritta “comune di Viterbo”. Allora è proprio la macchina del primo cittadino.
L’avranno lasciata lì per pochi istanti, il tempo che Miclini scenda.
Non proprio. E’ mezzogiorno di martedì 15 aprile, il consiglio comunale è in corso e il primo cittadino non scenderà per il momento. Passano le mezz’ore, la seduta si chiude, è ormai l’una passata, è anche piovuto, ma, strano a dirsi, la macchina in dotazione al primo cittadino è ancora lì.
Da più di un’ora. E caso ancora più strano, nessuna multa. Chissà quanto ancora ci sarà rimasta ancora.
La questione tempo fa è stata sollevata in consiglio comunale da Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle), facendo notare che a pochi passi c’è uno spazio riservato alla vettura.
L’assessora Ciambella aveva spiegato che si trattava di tempi strettamente necessari a far salire sindaco o chi utilizza la vettura in quel momento.
Visto quanto accaduto ieri mattina, a palazzo dei Priori hanno un concetto di veloce tutto particolare.
La sosta di fronte al comune non riguarda solo l’auto in dotazione del sindaco. Altre dell’amministrazione puntualmente sono parcheggiate dove non dovrebbero.
Poca cosa si dirà. Ed è vero.
Solo che andrebbe spiegato a chi dopo avere lasciato la macchina in divieto di sosta, magari per un caffè al bar, torna e si ritrova (giustamente) la multa sul parabrezza.







