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“Non toccheremo un briciolo di verde”

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Leonardo Michelini e Raffaela Saraconi

Leonardo Michelini e Raffaela Saraconi

Sergio Insogna, Leonardo Michelini e Raffaela Saraconi

Sergio Insogna, Leonardo Michelini e Raffaela Saraconi

La riunione a santa Barbara sulla palestra

La riunione a santa Barbara sulla palestra

Don Claudio Sperapani

Don Claudio Sperapani

Sergio Insogna, Leonardo Michelini

Sergio Insogna, Leonardo Michelini

La riunione a santa Barbara sulla palestra

La riunione a santa Barbara sulla palestra

La riunione a santa Barbara sulla palestra

La riunione a santa Barbara sulla palestra

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Don Claudio Sperapani

Don Claudio Sperapani

Viterbo – Verde speranza e verdi di rabbia.

Assessora Saraconi da una parte, residenti a santa Barbara dall’altra. Oggetto del contendere, la palestra in via Biga di Castro, dove c’è un parco, che a quanto pare parco non è perché quella è una zona destinata a servizi.

Alla palestra della parrocchia, dibattito organizzato per fare chiarezza, ma chi sta in sala non sembra molto intenzionato ad ascoltare.

La palestra (quella che dovrebbero costruire) non è una priorità. Al quartiere serve ben altro. Peccato che i settecentomila euro ci sono, ma solo per realizzare la palestra. Non marciapiedi, strade, un parco. Che comunque ci vorrebbero.

Chi dice no al centro sportivo, lo fa anche per salvare la zona verde dove è previsto il progetto.

L’assessora Saraconi ha il suo bel da fare per rassicurare i presenti: “Nessuno toccherà un briciolo di verde – osserva Saraconi – e quello che c’è sarà valorizzato”.

Troppe promesse disattese negli anni, i cittadini non si fidano. Nemmeno del tecnico comunale che spiega come la palestra sarà una struttura polivalente, un campo da calcetto, basket, rugby, con una grandezza di 36 metri per 28 e non interesserà le querce secolari del parco, mentre le altre piante che si trovano dentro il perimetro del progetto saranno trapiantate.

Pure il sindaco Leonardo Michelini fatica, ma su un punto è fermo. Basta parlare di quello che non si è fatto in questi anni per il quartiere.

“Cominciamo a parlare di quello che possiamo fare – osserva Michelini – questo dibattito orientato al passato non lo accetto, pensiamo al futuro. Altrimenti non ne usciamo più.

Sono d’accordo che mancano strutture, lavoriamoci. Il comune intende farlo.

A settembre contiamo d’aprire un centro d’infermieristica, grazie al quale non sarà più necessario recarsi al pronto soccorso per medicazioni e altro”.

E sul verde, che sta molto a cuore ai partecipanti all’incontro, una trentina: “Il parco della solidarietà – anticipa Saraconi – grazie a una convenzione con i militari, a settembre sarà dotato di giochi per disabili. La rimanente parte la investirà il comune per giochi destinati ai bambini.

Stiamo lavorando al piano del verde, con le aree che saranno mantenute e valorizzate. State tranquilli, non toccheremo nemmeno una briciola di verde. Non lo faremmo e comunque nemmeno potremmo”.

Il nodo resta la palestra. Malvista da molti, anche se non da tutti i presenti. Settecentomila euro l’investimento previsto. Qualcuno vorrebbe perderli piuttosto che realizzare il progetto. Forse perché, nessuno s’offenda fra i presenti non ci sono molti potenziali clienti di un centro sportivo.

Un incontro molto animato, nonostante l’introduzione di don Claudio, con il consigliere delegato allo sport Sergio Insogna anche lui al tavolo e Roberto Talotta di Fondazione, in questo caso in qualità di residente, anche lui ha portato il suo contributo.

Ma alla fine il dubbio resta. Si possono già comprare scarpette e tuta, o meglio aspettare?

Giuseppe Ferlicca


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