Viterbo – C’è la possibilità di riqualificare siti rupestri d’interesse archeologico, ci sono fondi cui attingere grazie a un’intesa fra provincia, ministero, regione e sovrintendenza, meglio se in rete fra più comuni.
C’è la possibilità e il comune di Viterbo ne approfitta. Insieme a Vetralla, Barbarano Romano, Villa san Giovanni in Tuscia, Tuscania e Blera, palazzo dei Priori si organizza per predisporre un progetto di cui è comune capofila.
Il 12 marzo chiede agli altri enti una lettera d’intenti e una bozza dei progetti. Tutti d’un sentimento. Almeno fino al 25 marzo, quando come un fulmine a ciel sereno, Viterbo comunica agli altri enti di non poter svolgere il ruolo di capofila e si chiama fuori.
Peccato che il bando scada il 31 marzo. Una decisione che ha di fatto lasciato a piedi tutte le altre amministrazioni, tranne Viterbo, che ha abbandonato gli altri, decidendo di partecipare in proprio al bando.
Scelta discutibile secondo Chiara Frontini (Viterbo 2020) che in consiglio comunale ha chiesto lumi alla giunta.
L’unione fa la forza, solo quando conviene. “Il comune – ricorda Frontini – aveva preso un impegno, il 12 marzo ha scritto agli altri comuni per lavorare insieme, poi il 25 si defila, quando il 31 scadevano i termini, in pratica, considerando il fine settimana, a nemmeno sette giorni dal termine ultimo, di fatto ha impedito agli altri di partecipare.
Ora mi chiedo, noi con che faccia potremmo presentarci alle altre amministrazioni per chiedere qualcosa, se non siamo capaci come capoluogo di fare sistema per lo sviluppo del territorio”.
Una brutta figura secondo la consigliera, anche se la versione di Giacomo Barelli, assessore alla Sviluppo economico, che dal sindaco ha avuto l’incarico di seguire la pratica, è diversa.
“Abbiamo aderito – ricorda Barelli – rendendoci disponibili a fare da capofila. La nostra intenzione era però di prevedere nel progetto anche Ferento, non assimilabile con le aree rupestri.
La regione ci ha fatto notare che non avremmo potuto presentare la proposta, facendo parte dell’altra”.
Da qui la scelta di correre in proprio e proporre un’iniziativa complessiva.
“In quel momento – continua Barelli – ancora non erano arrivati progetti dagli altri comuni.
I soli ad averne predisposto uno eravamo noi.
Comunque, ci siamo messi a disposizione offrendo le nostre conoscenze e il lavoro svolto finora, con Barbarano Romano che si era reso disponibile a fare da capofila, salvo poi a quanto pare, ripensarci”.
Giuseppe Ferlicca

