Viterbo – Una folla imponente di viterbesi, e non solo, ha potuto riappropriarsi di uno dei gioielli della città: la villa-fortezza di madonna Cornelia. Un gioiello a due passi dalle mura sulla Cassia sud (fotocronaca: slideshow – gallery).
Questa mattina chi passava per la Cassia sud non ha potuto fare a meno di notare oltre 300 persone che compostamente e in fila indiana hanno percorso il curvone che porta all’entratina delle villa, aperta grazie alla cortesia dei proprietari (video).
Antonello Ricci, i ricercatori Marilisa Biscione e Giuseppe Romagnoli, e l’attore Pietro Benedetti, tra racconto storico e spettacolo, hanno ricostruito la vicenda della fortezza e poi della villa.
Una ricostruzione corale che ha ripercorso la storia dei vari manufatti e monumenti. Alcuni dei quali di grande bellezza. Basti ricordare le statue del fauno o di Ercole.
Da un punto di vista architettonico, di stupefacente eleganza la torretta che radica le fondamenta su un costone di roccia.
Tra le centinaia di persone che hanno partecipato alla passeggiata anche il sindaco Leonardo Michelini e gli assessori Alvaro Ricci e Antonio Delli Iaconi.
Molto azzeccata la formula della passeggiata, che prevedeva come “biglietto d’ingresso” l’acquisto di un libro dell’editore Ghaleb, presente alla manifestazione.
Ma l’aspetto più significativo è proprio l’idea che la città abbia oggi recuperato un pezzo della sua storia, delle sua bellezza, della sua grandezza ma anche della sua decadenza, come ha spiegato Antonello Ricci raccontando i miti fondativi di Viterbo. Uno dei quali rappresentato nelle statue della villa come in un racconto mitologico.
Una passeggiata che rimarrà nella storia della città, tanto che perfino la Rai è venuta a immortalarla.
Ora i viterbesi sanno di avere un altro luogo di bellezza e cultura che si spera non vada di nuovo dimenticato.
Un luogo che può diventare un polo di attrazione proprio per le sue caratteristiche. Per il mistero che lo circonda. Per la bellezza architettonica e naturale.
Un’ultima cosa va detta. C’è chi si riempie spesso la bocca con la parola cultura. Che straparla di politiche culturali. Ma vogliamo dire che in questa città questo di oggi è stato un vero fatto culturale.
E quando dico amore per la bellezza, quando dico cultura… il mio pensiero non può non andare a Antonello Ricci che in questi anni ha riscoperto non pochi aspetti dimenticati della città. Dall’Arcionello ai percorsi felliniani.
Carlo Galeotti











