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“Un regista occulto contro di me”

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Ugo Gigli

Ugo Gigli

L'ex assessore regionale Angela Birindelli in procura per l'interrogatorio

Angela Birindelli 

Le firme di Ugo Gigli analizzate dal perito

Le firme di Ugo Gigli analizzate dal perito

Viterbo – “Un possibile regista occulto di tale attività illecita perpetrata ai miei danni”.

A ipotizzarlo è Ugo Gigli. Il direttore dell’Ater di Viterbo lo scrive a chiare lettere in una delle denunce contro la sua dipendente Angela Birindelli.

Il numero uno dell’Ater non si ferma ad accusare di falso l’ingegnera, impiegata nell’azienda a tempo indeterminato. Va oltre. Prefigura l’ombra di qualcun altro, dietro quella che Gigli “definisce l’attività illecita perpetrata ai suoi danni”. Lo deduce dall'”interesse che ha destato in alcuni politici tale vicenda”. Secondo il dg, in pratica, esisterebbe una specie di mandante di cui l’ex assessore regionale Birindelli sarebbe solo il braccio.

Non a caso, alla conferenza di venerdì, ha parlato di “solita macchina del fango, come sistema di distruzione del nemico ed esaltazione dell’amico”. E ai giornalisti ha consegnato anche la denuncia contro Storace, oltre alle quattro querele all’ingegnera dell’Ater.

Gigli, tra l’altro, mette in discussione l’autenticità delle firme su alcune autorizzazioni per incarichi esterni.

Due le consulenze calligrafiche fatte eseguire da Gigli sulle richieste di autorizzazione dell’assessora per incarichi esterni. In entrambi i casi, la consulente Tiziana Agnitelli rileva una precisa identità delle firme ad altre, riportate su documenti risalenti indietro nel tempo. E già questo, per il perito, è un primo campanello d’allarme: “è praticamente impossibile che lo stesso soggetto possa vergare due firme identiche”.

Ma non basta. In una delle firme, ci sarebbe un elemento preciso che indicherebbe la falsificazione. Sopra la firma compaiono un punto e un trattino. Per il perito grafologo sono rispettivamente l’estremità di una parentesi e la pancia della G di Ugo Gigli, scritto in corsivo sopra la firma del direttore. Manca, invece, un trattino ancora più in alto: una specie di secondo puntino sulla i che Gigli non dimentica mai. Ma in quella firma, a detta dell’esperto, il puntino non c’è per esigenze di scannerizzazione.

In pratica “trattasi di un copia incolla – si legge sulla consulenza – effettuato scansionando la firma autentica apposta sul contratto di lavoro e procedendo a ingrandimento e applicazione” sulla richiesta di autorizzazione.

Ora Gigli, indagato per abuso d’ufficio, diffamazione e sottrazione di documenti, chiede che siano considerate anche le sue istanze, oltre a quelle dell’ex assessora regionale Birindelli, dichiarata parte offesa.

“L’interesse che ha destato in alcuni politici tale vicenda, alla luce della scoperta di tali falsi, impone una riflessione in ordine a un possibile regista di tale attività illecita perpetrata ai miei danni e non solo”, si legge su una delle denunce del direttore generale. Un regista “che solo l’intervento delle autorità preposte può scoprire e punire”.


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