Viterbo – (m.l.r.) – Dalla vegetazione riemerge il lavatoio di san Faustino e la torre esagonale (fotocronaca).
Stamattina la vicesindaco Luisa Ciambella con i consiglieri comunali Christian Scorsi e Arduino Troili hanno effettuato un sopralluogo in via Signorelli, dove sono da poco terminati i lavori di “disboscamento” per far riemergere il lavatoio di San Faustino e la torre a pianta esagonale.
“I lavori non sono ancora completati – spiegano i consiglieri Troili e Scorsi, che proprio su questo argomento avevano presentato un’interrogazione -, ma la torre esagonale da tempo nascosta dalla vegetazione è tornata visibile. Termineranno entro domenica 11 maggio, giorno in cui ci sarà la vera e propria inaugurazione. Che non riguarderà solamente i lavori fatti dal comune al lavatoio e alla torre ma anche quelli della parte superiore, dove c’è un giardino di proprietà della chiesa di San Faustino. La nostra idea – dicono ancora i due consiglieri – è quella di rendere lo spazio adiacente a via Signorelli aperto e fruibile. Renderlo un luogo di aggregazione per tutti i cittadini. Non a caso è stato abbattuto il muro di contenimento che proibiva l’accesso al lavatoio”.
E’ prevista per l’11 maggio una grande festa in occasione dell’anniversario della nascita dell’ordine dei Cavalieri di Malta che hanno la loro sede nella chiesa di San Faustino.
“Pensiamo che in questa occasione la maggior parte dei lavori possa essere terminata – concludono i consiglieri – così facendo l’intera zona sarà nuovamente agibile, e un pezzo di storia verrà restituito alla città”
Ma il comune di Viterbo non ha in mente solo i recupero e la bonifica di questo spazio.
“Il nostro obiettivo – spiega l’assessore Alvaro Ricci – è quello di valorizzare questi spazi e di metterli a sistema con quello che è un monumento unico: la cinta muraria. Viterbo ha mura del decimo secolo meglio conservate e non crearci intorno qualcosa è davvero uno spreco. Per questo abbiamo deciso di tentare di recuperare parte delle mura per realizzare camminamenti, percorsi interni e esterni alla cinta muraria che conducono a spazi verdi, e monumenti della città.
Per farlo – dice ancora l’assessore al centro storico – dobbiamo fare accordi di programma con i privati, proprietari di alcune parti attigue alla cinta muraria. E nell’interesse pubblico e privato ripristinare questi vecchi percorsi e restituire ai cittadini e ai turisti una parte di Viterbo importante e preziosa. ovviamente non basteranno accordi, servirà anche bonificare alcune zone che versano in condizioni pietose, ma la volontà c’è e andremo avanti”.






