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Ritorna la macchina del papa

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Il bozzetto di Spirale di Fede

Il bozzetto di Spirale di Fede

Angelo Loddo, Pino Loddo, Maria Antonietta Palazzetti

Angelo Loddo, Pino Loddo, Maria Antonietta Palazzetti

Il bozzetto di Spirale di Fede

Il bozzetto di Spirale di Fede

Palazzetti, Buzzi, Natalini e don Flavio

Palazzetti, Buzzi, Natalini e don Flavio

Contaldo Cesarini e Daniela Bizzarri

Contaldo Cesarini e Daniela Bizzarri

Lorenzo Celestini saluta Pino Loddo

Lorenzo Celestini saluta Pino Loddo

Il bozzetto di Spirale di Fede

Il bozzetto di Spirale di Fede

Christian Scorsi e Sergio Insogna

Christian Scorsi e Sergio Insogna

La presentazione di mini Spirale di Fede

La presentazione di mini Spirale di Fede

Viterbo – Ritorna la macchina del papa (fotocronaca).

Al Pilastro si cambia e il comitato festeggiamenti ha deciso: il prossimo 30 agosto per le vie del quartiere tornerà a sfilare Spirale di fede.

In versione mini, ma sarà comunque una grande emozione. Perché è la macchina che Giovanni Paolo II ha visto passare il 27 maggio 1984 ed è la stessa che appena un anno prima, il 9 luglio 1983 uscì per celebrare il 750esimo dalla nascita di santa Rosa. Due trasporti eccezionali nei suoi sei anni di vita, dal 1979 al 1985.

Una macchina che nasce al Pilastro, pensata da Rosario Valeri e Maria Antonietta Palazzetti. Marito e moglie. Oggi lei al tavolo, emozionata, mentre il presidente del comitato festeggiamenti Angelo Loddo fa spegnere le luci in sala e dallo schermo partono le immagini.

E’ la telecronaca del trasporto con il papa. Si vede Spirale di fede. Il mistero è svelato. Per i prossimi cinque anni sarà la nuova minimacchina.

Dagli altoparlanti, le parole del pontefice: “Valeva la pena per un papa venire a Viterbo, per vivere questa giornata così piena e ricca, grazie a questa macchina”.

La nuova Spirale di fede sarà realizzata a Viterbo, dalla Mastro e già da ottobre sono al lavoro per realizzare il traliccio e tutte le sue parti.

“Abbiamo voluto fa rinascere una macchina – osserva Angelo Loddo, presidente del comitato – che rappresentasse il pensiero della città, nell’anno in cui celebriamo il riconoscimento Unesco”.

La sala è piena. Il tavolo degli ospiti è lungo. Oltre al comitato con Pino e Angelo Loddo, c’è il Sodalizio con Mecarini, il comune con l’assessore Barelli, don Flavio Valeri, Maria Antonietta Palazzetti, Linda Natalini, che si prende cura della salute dei piccoli facchini, il presidente onorario del comitato Buzzi, e Lorenzo Celestini. Più che una presentazione, è una festa.

“Complimenti al comitato per avere scelto questa macchina – osserva Massimo Mecarini – cui io sono particolarmente legato. Ho cominciato proprio il 3 settembre 1979. E’ la mia macchina, senza nulla togliere alle altre. E’ la macchina del Papa, dei due trasporti straordinari.

Ricordo Rosario Valeri anche come meraviglioso conducente, guidava la macchina in modo impeccabile, sotto le sue direttive l’ho portata sette volte”.

Quindi l’incontro con il papa, che rompendo il protocollo scese in piazza e salutò uno a uno tutti i facchini.

“E’ stata una macchina – precisa Mecarini – sfolgorante. Era pesante, ma si portava molto bene. Grazie agli amici del Pilastro, il 30 agosto la rivedremo”.

E’ un fiume in piena di ricordi, pure Lorenzo Celestini. Anche la sua vita da facchino ruota attorno alla creatura di Valeri e Palazzetti.

L’idea di farla rivivere è venuta a Pino Loddo, capofacchino al Pilastro. In un momento triste. “Al funerale di Rosario alla Quercia – ricorda Loddo – gli promisi, vedendo uscire il feretro, che se la macchina fosse cambiata, sarebbe stata la sua. Siamo cresciuti insieme.

Quando ho proposto l’idea al comitato, sono stati tutti d’accordo. Ogni trasporto è un’emozione, ma questo lo sarà ancora di più”.

Maria Antonietta Palazzetti ringrazia, potrà rivedere la macchina che tanti anni fa ha ideato con suo marito. Si commuove. L’avvolge il calore della sala, un applauso, lungo, sale in alto.

Giuseppe Ferlicca

 


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