Viterbo – 869 euro. E’ questa la cifra che i viterbesi spendono in media all’anno per giocare con le slot machine o per i gratta e vinci.
I dati arrivano dal grido dall’allarme lanciato del direttore della Caritas romana Enrico Feroci, durante il seminario di formazione organizzato dalla Caritas diocesana per preparare il clero clero romano a fronteggiare il fenomeno della divulgazione del gioco d’azzardo.
E se nella Tuscia si spendono 869 euro procapite, gli abitanti delle altre province del Lazio non spendono meno.
“Dai dati – ha spiegato feroci durante il seminario – è emerso che Roma si può fregiare del poco invidiabile titolo di capitale italiana del gioco d’azzardo con 718 sale slot, tra cui la più grande sala europea con una capienza di 900 postazioni di gioco. Una realtà che non risparmia nemmeno le altre provincie laziali. Latina, infatti, è la provincia con la più massiccia diffusione di gioco e di scommesse tra la popolazione con una spesa pro capite di 1.668 euro l’anno, seguita da Frosinone (1.530), Roma (1.386), Viterbo (869) e Rieti (848).
Solo Rieti spende meno della Tuscia. Numeri preoccupanti triplicati rispetto al 2008.
La regione Lazio per arginare questa triste tendenza ha stanziato un milione di euro per contrastare la dipendenza dal gioco. Il piano di intervento regionale prevede l’introduzione del marchio “Slot free-RL” da esporre nei negozi privi di slot machine e la istituzione di 51 punti di ascolto e di accoglienza rivolti alle vittime del gioco d’azzardo patologico su tutto il territorio regionale.
