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Sorelle violentate, otto anni al custode dell’isola Martana

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Violenza sessuale su due sorelline - Il 46enne che va a prendere le ragazzine in barca

Violenza sessuale su due sorelline – I filmati dell’uomo che va a prendere le ragazzine in barca

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Viterbo – E’ stato condannato a otto anni per violenza sessuale il custode dell’isola Martana (fotocronaca  –  video).

Il processo con rito abbreviato a un 47enne di Marta, si è concluso stamattina.

Alle 12,45 il gup Francesco Rigato ha letto la sentenza: otto anni. Il doppio dei quattro anni e otto mesi chiesti dal pm Fabrizio Tucci.

A denunciare gli abusi sessuali sulle figlie, l’estate scorsa, era stata la madre delle tre sorelle. Solo la più piccola e la più grande sarebbero state oggetto delle attenzioni del custode, compagno della madre. La squadra mobile di Fabio Zampaglione lo arresta il 31 ottobre 2013.

Madre e figlie arrivano in Italia nel 2005: hanno 7, 9 e 10 anni. Dopo poco conosce il custode dell’isola e va a vivere con lui. Le violenze sarebbero iniziate nel 2007 sulla più grande delle tre, all’epoca 12enne. La madre se ne accorge e scoppia una lite. Nel 2010 la coppia si lascia, ma l’uomo avrebbe continuato a vedere le sorelle andandole a trovare a casa e portandole nella sua dependance di guardiano dell’isola. Tutte tranne la mezzana, esclusa dalla possibilità di costituirsi parte civile, insieme alla madre e alla sorella più piccola.

Gli investigatori hanno filmato l’andirivieni in barca dall’isola al paese.

Al termine della sua requisitoria, l’accusa ha chiesto quattro anni e otto mesi. La difesa, assoluzione con formula più ampia. Gli avvocati Fiorenzo Buzzi e Mario Proietti hanno riepilogato tutti gli elementi in discolpa dell’imputato. Primo tra tutti, una dichiarazione scritta dalla più grande delle sorelle, che sosteneva di aver accusato il patrigno ingiustamente. Lei stessa, compiuti diciott’anni, avrebbe deciso di trasferirsi sull’isola con l’imputato. Ma solo perché plagiata, secondo gli investigatori. La difesa contestava anche i rapporti con la più piccola delle tre sorelle.

Oltre alla condanna, il gup ha disposto interdizione dai pubblici uffici, risarcimento alla parte civile da liquidare in separata sede e la decadenza da tutti gli incarichi nelle scuole di ogni ordine e grado.

La difesa annuncia già l’appello. Entro novanta giorni, le motivazioni.

Il custode, intanto, resta agli arresti domiciliari sull’isola. Recluso da cinque mesi nella sua dépendance.


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