Viterbo – Inutile bussare, qui non vi aprirà nessuno (fotocronaca – slideshow).
Pasquetta a Viterbo, la città è letteralmente invasa dai turisti. Il centro, il quartiere medioevale sono un viavai di visitatori, comitive, che complici il beltempo si godono la città dei Papi al meglio di sé.
Ristoranti, bar, negozi, ma anche gallerie e musei sono aperti.
Ognuno fa la sua parte e per accogliere i visitatori. Tranne chi dovrebbe essere in prima fila. Il comune.
La migliore cartolina di quanto l’amministrazione Michelini punti sul turismo solo a chiacchiere è quella di un gruppo di visitatori in via Ascenzi. Sconcertati di fronte al portone di palazzo dei Priori chiuso, parlottano tra loro.
Non se ne capacitano, tanto che che si mettono pure a bussare. Stupore. Vorrebbero visitare la sala Regia. Macché.
Dopo avere tentato più volte, desistono. Si dirigono verso l’ufficio turistico. Almeno quello è aperto.
Lì apprenderanno che se vogliono visitare il palazzo comunale, possono farlo dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ma non dall’ingresso dove è riportata la targa con la visita alla sala regia, ma dal giardino comunale. Tanto per semplificare la vita ai visitatori.
Questo è turismo, alla maniera di Michelini. Anche un passante si accorge dei turisti spaesati e pure lui manifesta il suo stupore e anche parecchia indignazione.
Meno male che ci pensano i privati con le loro attività a ravvivare il centro e accogliere i visitatori. Menù esposti, tavoli imbanditi all’aperto, camerieri all’ingresso. Chi lavora nel settore è dieci anni avanti rispetto a chi li governa.
Il parcheggio al Sacrario è semideserto. Del resto, perché servirsene? Si può utilizzare la comoda sosta a piazza Gargiuli, o anche meglio, a piazza del Gesù, dove c’è anche un troupe televisiva a effettuare riprese. Ottimo.
Altro che liberate dalle auto. Sono piene e offrono uno spettacolo davvero unico ai turisti. In barba ai divieti. Fra i ristoratori in zona, c’è chi ha parole non proprio edificanti verso l’amministrazione.
In giro, nemmeno l’ombra di un vigile. Pure l’ingresso della ztl a via san Lorenzo è lasciato in balia di se stessa. Chi vuole entrare, entra. A piedi o in macchina, benvenuti a Viterbo.
Basterebbe così poco. E’ sufficiente osservare lo stupore di un gruppo di giovani turisti, quando davanti a loro si apre lo spettacolo del palazzo dei Papi sotto i riflessi del sole.
Le guide hanno il loro bel da fare. Una, con accento del sud, racconta del palazzo Farnese e dell’ospedale vecchio, oggi in disuso: “E’ un cubo vuoto, abbandonato”. Altra bella cartolina.
Poco distante, a san Pellegrino, una nutrita comitiva ascolta la propria di guida. Parla in tedesco.
Lì vicino, c’è il museo del Sodalizio Facchini di santa Rosa. Non c’è spazio per tutti, fuori si fa la fila, mentre all’interno si sente raccontare di santa Rosa e del trasporto del tre settembre.
La gente è interessata. Non ci vuole molto per capirlo, basta fermarsi e ascoltare. Viterbo piace. Si può dire altrettanto di chi la amministra? Interessa qualcosa pure a loro?
Una risposta è gradita e per favore, non a parole. Nei fatti.
Giuseppe Ferlicca







