Viterbo – Niente banchetti a sbafo. Niente tessere di An imposte dall’alto. Nessuna “raccomandazione” per assumere il personale all’Euroservice.
L’ex segretaria di Mauro Rotelli frantuma il quadro accusatorio. Le basta mezz’ora per smontare le contestazioni a carico dell’ex assessore ai Servizi sociali del comune di Viterbo, a giudizio per corruzione e turbativa d’asta insieme al dirigente comunale Mario Rossi e alla titolare della ditta Euroservice Anna Telesco. In ballo c’è il vecchio appalto per le mense scolastiche: per il pm Franco Pacifici, fu ceduto da Rotelli all’Euroservice di Telesco in cambio di servigi vari. Dai catering gratuiti alle tessere di An. Fino alle assunzioni pilotate del personale, con tanto di fax con nomi e cognomi dei dipendenti prescelti.
Ma per l’ex segretaria Francesca Delle Monache non andò così. “Il 2006 era l’anno del tesseramento di An – ha spiegato ieri davanti ai giudici -. Rotelli era di quel partito. Avevo i moduli sulla mia scrivania. Chi voleva, li compilava e aderiva. Anche la signora Telesco, di sua spontanea volontà, ricordo che aderì. Poi c’era tutta una serie di moduli che sembravano fossero vergati con la stessa firma… ho pensato che fosse la sua”. Ma la testimone non ne ha certezza. Mentre è sicura di non aver mai visto Rotelli chiedere a Telesco di imporre il tesseramento ai suoi dipendenti.
La segretaria, testimone della difesa, non vacilla neanche sui catering. “Erano per la onlus ‘E’ rabbia è amore’. Si trattava di raccolte fondi di beneficenza. Per questo i banchetti erano offerti”. Lo conferma il presidente di ‘E’ rabbia è amore’ Luigi Buzzi, ascoltato in aula, che aggiunge che l’Euroservice voleva sponsorizzare il premio organizzato dall’associazione.
E infine, le assunzioni all’Euroservice. La parte più lunga del racconto della segretaria. “Il nostro settore era un po’ particolare. Ogni giorno gli assistenti sociali si presentavano con persone in difficoltà. Mamme che non riuscivano nemmeno a comprare il latte ai figli. L’Euroservice, intanto, aveva bisogno di scodellatori (camerieri alle mense scolastiche, ndr), perché i bidelli non svolgevano più quel servizio. Abbiamo pensato di far fare questo lavoro ad alcune delle persone segnalate dagli assistenti sociali”. Una di loro testimonia subito dopo la segretaria: “Ero sola, disperata e con figli – racconta una donna polacca, tuttora dipendente dell’Euroservice -. Grazie al comune ho trovato lavoro”.
Ma l’accusa non è convinta. Perché solo l’Euroservice accoglieva i disagiati dei servizi sociali? Il pm chiede la trasmissione degli atti in procura per procedere contro la segretaria per falsa testimonianza, tra le proteste della difesa di Rotelli, che parla di “gesto puramente intimidatorio”. Sale la tensione, ma è un attimo.
Sul banco dei testimoni compaiono l’assistente sociale Rossana Camilli e la responsabile del servizio igiene dei pasti Daniela Migliorati. Ascoltato anche il segretario generale del comune Terranova, che sgombera i dubbi sulla regolarità dell’appalto. “Per sottoscrivere il contratto bastava la determina dirigenziale. Non serviva il passaggio in consiglio comunale, perché erano solo da decidere le modalità dell’appalto e si trattava di un servizio ripetitivo, da affidare almeno ogni biennio”.
Il processo ha i minuti contati. A sette anni dall’arresto dell’ex assessore, si corre sul filo della prescrizione. La prossima udienza sarà a giugno. Mancano solo gli ultimi due testimoni, prima della chiusura del processo. Poi discussione e sentenza.
Stefania Moretti







