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A Viterbo un giovane su due è disoccupato

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Lavoro

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Viterbo – Ogni dodici minuti c’è un disoccupato in più. E a Viterbo un giovane su è disoccupato.

E’ la triste realtà del Lazio, raccontata tramite i dati dell’Eures, l’istituto di ricerche economiche e sociali.

Nel solo 2013 il Lazio ha perso ben 42,3 mila occupati, diminuiti in tutte le province, con il decremento più elevato a Rieti e Frosinone (-4,4% e -3,4%), seguite da Viterbo (-2,5%), Latina (-1,8%) e Roma (-1,6%) che in valori assoluti ha perso ben 27,6 mila occupati.

Nel 2013, secondo l’istituto, i disoccupati maturi (45-54 anni) sono in crescita del 36% (+14.500). Se la quota più consistente dei 310 mila disoccupati del Lazio si colloca nella fascia 25-34 anni (89,6 mila), di poco inferiore è la presenza dei disoccupati della fascia 35-44 anni (79,3 mila) e di quelli con 45+ anni (75,4 mila), mentre i meno numerosi sono proprio i giovani di 15-24 anni (64,2 mila).

La situazione forse ancor più drammatica, anche per le sue ricadute sociali, è quella dei cosiddetti ”disoccupati maturi”: nel solo 2013 i disoccupati tra i 45 e i 54 anni sono infatti aumentati del 36% (+14.600 unità in valori assoluti), mentre nel confronto con il 2008 l’incremento è stato del 125,1%, come conseguenza della deindustrializzazione che ha duramente colpito la nostra regione nell’ultimo decennio.

Nel 2013 anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) registra un nuovo record negativo, salendo nel Lazio al 45,9% (48,7% per la componente femminile e 43,4% per quella maschile), a fronte del 40% in Italia, con una crescita di ben 5,9 punti nell’ultimo anno (19,7 punti tra il 2008 al 2013).

Su base provinciale le criticità maggiori si rilevano ancora nelle province di Frosinone, con un tasso di disoccupazione giovanile del 50,2%, Latina (48,5%) e Viterbo (48%), seguite da Roma (44,9%) e Rieti (44,7%), con valori sempre superiori alla media nazionale. Che significa che nelle province del Lazio un giovane su due è disoccupato.

Anche nella fascia 25-34 anni, quella dei cosiddetti middle joung, il 2013 registra una crescita record, attestandosi l’indice di disoccupazione al 17,3% (17,7% in Italia), a conferma di una criticità di ingresso nel mercato del lavoro che investe anche i giovani con più elevati livelli formativi.

La problematicità della questione occupazionale giovanile appare ancora più ampia considerando il fenomeno dei Neet, ovvero quei giovani (15-29 anni) che non lavorano, non studiano e non svolgono alcuna attività di formazione, i quali nel 2013 hanno raggiunto nel Lazio le 208,3 mila unità (2,4 milioni in Italia), con una crescita del 9,9% rispetto al 2012 (+18,7 mila in valori assoluti e +76 mila rispetto al 2008); conseguentemente l’incidenza dei Neet sul totale della popolazione di 15-29 anni è salita nel Lazio dal 15% del 2008 al 23,6% del 2013 (dal 19,3% al 26% in Italia), collocando quasi un giovane su quattro fuori da qualsiasi canale di partecipazione attiva alla vita economico-sociale del territorio.

“I dati sull’andamento del mercato del lavoro nel Lazio, relativi al 2013 – osserva Fabio Piacenti, presidente dell’Eures – confermano ed acuiscono un’emergenza che richiederebbe in primo luogo la consapevolezza di ciò che sta avvenendo, ma anche competenze, capacità di programmazione e visione dello sviluppo regionale di cui si avverte ancora l’assenza. Mentre il corpo sociale si sgretola, colpito da processi di esclusione senza precedenti, sembrano ancora mancare risposte convincenti; mentre ogni 12 minuti si allarga la schiera dei disoccupati della regione, emerge l’esigenza stringente di una politica economica e industriale che metta immediatamente in campo investimenti, progettualità e risorse per restituire cittadinanza e futuro ai giovani, agli uomini e alle donne della nostra regione”


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