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Più di 30mila euro di trapani e attrezzature professionali

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Alcuni dei trapani e dell'attrezzatura sequestrata dalla squadra mobile

Alcuni dei trapani e dell’attrezzatura sequestrata dalla squadra mobile

Alcuni dei trapani e dell'attrezzatura sequestrata dalla squadra mobile

Alcuni dei trapani e dell’attrezzatura sequestrata dalla squadra mobile

Il telecomando di una gru

Il telecomando di una gru

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Gli agenti mostrano parte della refurtiva

Gli agenti mostrano parte della refurtiva

Un trapano e un martello pneumatico

Un trapano e un martello pneumatico

Fabio Zampaglione con alcuni degli uomini che hanno partecipato all'operazione

Fabio Zampaglione con alcuni degli uomini che hanno partecipato all’operazione

Viterbo – Trapani, tassellatori, martelli pneumatici, perfino il sofisticatissimo telecomando di una gru (fotocronaca).

E’ un bottino di oltre 30mila euro quello recuperato dagli uomini della squadra mobile di Viterbo, in collaborazione con i colleghi di Roma, nell’operazione che ha portato alla denuncia per ricettazione di tre uomini, tutti italiani sulla quarantina, che avrebbero agito nella provincia della Capitale.

A far scattare le indagini, la segnalazione di un piccolo imprenditore viterbese, vittima di furto a Fiumicino.

“Il proprietario di una ditta di termoidraulica – spiega in conferenza stampa Fabio Zampaglione, capo della mobile di Viterbo – ci ha raccontato di aver subito un furto nella cittadina romana dove si trovava per un lavoro. Aveva lasciato il suo furgone incustodito per qualche minuto e al suo ritorno ha scoperto che gran parte dell’attrezzatura non c’era più. Trapani e materiali sofisticati per un valore di circa 10mila euro”.

Non passano neanche 24 ore che proprio quella merce viene già messa in vendita online.

“Cercando su internet gli attrezzi di cui aveva bisogno – continua Zampaglione -, l’imprenditore si è accorto che i suoi stessi oggetti erano già su un inserzione. Li ha riconosciuti con sicurezza per via di alcuni segni particolari e ha deciso di rispondere all’inserzione. Il prezzo, oltretutto, era molto accattivante: almeno la metà del valore medio sul mercato”.

La squadra mobile di Viterbo, insieme a quella di Roma, ha quindi seguito l’indicazione del viterbese che, nel frattempo, si era dato appuntamento a Roma con l’inserzionista per riacquistare l’attrezzatura che gli era stata trafugata.

“L’uomo che si è presentato allo scambio non era lo stesso che rispondeva al numero inserito sul sito – spiega il capo della mobile -. Così entrambi sono stati raggiunti dagli agenti nelle proprie case per una perquisizione. Durante una di queste è arrivata una telefonata di una terza persona che aveva probabilmente saputo dei controlli e raccomandava ai suoi complici di stare attenti perché lui era già “carico di roba” e avrebbe provveduto a farla sparire”.

In pochi minuti la polizia ha fatto visita anche a quest’ultimo e, proprio come lui stesso aveva annunciato nella telefonata, l’ha trovato intento a svuotare un garage pieno di merce.

“Era un magazzino intero – aggiunge Zampaglione – di attrezzatura altamente sofisticata. Tassellatori, martelli pneumatici, trapani e anche il telecomando di una gru. Circa trenta valigette complete di ricambi e adattatori. Tutto materiale di marca per un valore che supera come minimo i 30mila euro”.

I tre, I.C. di 40 anni, F.R. di 36 e D.D. di 45, erano tutti di Roma e agivano in particolare tra Prima Valle e Acilia, anche se non è escluso che alcuni dei “colpi” siano stati messi a segno in altre zone. L’inchiesta, gestita dalla Procura di Civitavecchia, visto che il primo episodio segnalato è avvenuto a Fiumicino, li vede accusati del reato di ricettazione.

“Ciò che ci interessa ora in modo particolare – conclude Fabio Zampaglione – è riuscire a restituire gli attrezzi rubati ai legittimi proprietari. Subire un danno economico del genere in un momento di crisi come questo, potrebbe essere un duro colpo, soprattutto per i piccoli imprenditori. Invitiamo quindi chiunque sia stato vittima di furto e a visionare il materiale sequestrato in questura portando con sé foto, numeri di matricola o garanzie degli oggetti che ci aiuteranno a riconoscere con esattezza a chi appartenevano. Gli attrezzi saranno anche schedati sulla bacheca online del sito della polizia di stato che elenca gli oggetti rubati”.

Francesca Buzzi


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