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Bestia di Firenze, Micillo: “Indagini chiuse grazie a fiuto e intuito”

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L'ex questore di Viterbo Raffaele Micillo

L’ex questore di Viterbo Raffaele Micillo 

Firenze - L'arresto di Riccardo Viti

Firenze – L’arresto di Riccardo Viti 

Riccardo Viti

Riccardo Viti 

A destra l'ex questore di Viterbo Raffaele Micillo

A destra l’ex questore di Viterbo Raffaele Micillo 

L'ex questore di Viterbo Raffaele Micillo

L’ex questore di Viterbo Raffaele Micillo 

L'ex questore di Viterbo Raffaele Micillo

L’ex questore di Viterbo Raffaele Micillo 

Viterbo – L’arresto dell'”assassino della porta accanto” ha la firma di Raffaele Micillo. Questore di Firenze e viterbese d’adozione.

Raffaele Micillo fu questore del capoluogo della Tuscia dal 2005 al 2008 e nonostante diversi trasferimenti, Pisa, Roma e in ultimo Firenze, non ha mai dimenticato gli anni trascorsi nella città dei papi.  “Vi ricordo con affetto – racconta al telefono Micillo – e ricordo bene gli anni passati a Viterbo”.

Il questore è balzato alle cronache grazie all’operazione che ha portato all’arrestato di Riccardo Viti, l’idraulico fiorentino reo confesso dell’omicidio di Andreea Cristina Zamfir, prostituta 26 enne.

L’uomo, un idraulico di 55 anni, sarebbe il maniaco seriale che seviziava e crocifiggeva le prostitute tossicodipendenti in Toscana. Sarebbero almeno sei i casi di violenza riscontrati dagli inquirenti negli ultimi anni. L’ultimo finito, appunto, con l’omicidio di Cristina Zamfir.

“E’ stata un’operazione bellissima – racconta ancora il questore – che siamo riusciti a chiudere in pochissimo tempo. Credo che sia stato importante dare una risposta così repentina, è un modo per far sentire alla collettività che lo Stato c’è e che in situazioni come queste riesce a dare sicurezza. Abbiamo dato una risposta eccellente grazie alle indagini svolte alla vecchia maniera. Merito dell’intuito e della capacità di indagine di un bravo agente che ci ha messo sulla pista giusta per risolvere il caso”.

L’agente in questione è l’assistente capo di polizia Paolo De Giorgi, in servizio alla squadra mobile di Firenze, che ha contribuito in modo decisivo alla indagini sulla morte di Andrea Cristina Zamfir. Il poliziotto ha riconosciuto Riccardo Viti come l’uomo che aveva identificato nel maggio 2012 per una lite con una prostituta. Grazie alla sua memoria la svolta nelle indagini.

Fiuto e sensazioni, proprio come si faceva il poliziotto anni fa.

“Lui dopo diverse segnalazioni – dice infine Micillo – è andato a spulciare tra le carte, convinto dalle sue sensazioni. E ha spulciato tra le annotazioni finché non ha trovato quello che cercava. E appena avuta la conferma, per noi si è aperta un’autostrada e tutti i tasselli sono andati al loro posto. Lui ci ha dato l’opportunità di chiudere la vicenda”. Il questore Micillo proporrà al capo della polizia una promozione al merito per Paolo De Giorgi, l’uomo della svolta.

Maria Letizia Riganelli


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