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Calciatore dà una testata all’avversario, condannato

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo 

Giuliano Migliorati

L’avvocato Giuliano Migliorati 

Vetralla – Calciatore dà una testata all’avversario, condannato.

Era una partita di calcio come tante. Molto lontana dall’agonismo della serie A dove girano i miliardi e la tensione sale alle stelle per un nonnulla. Questa era un comunissimo scontro tra squadre di paese che partecipavano al campionato di Promozione.

La Foglianese da una parte, il Canepina dall’altra. Quel freddissimo 26 febbraio 2006, sugli spalti del campo di Vetralla c’erano anche pochi spettatori, visto che il risultato non era ancora particolarmente determinante ai fini della classifica. Eppure tutto questo non è bastato per far degenerare lo sport in caos e il caos in violenza.

Al 25′ la Foglianese passa in vantaggio, ma il Canepina riesce a riagguantarla con un pareggio. Il gol fa innervosire più del dovuto il portiere dei padroni di casa che, con un gesto di stizza, dà una manata a un avversario. Nulla di grave, ma quanto basta, almeno per l’arbitro, per estrarre il cartellino rosso ed espellerlo.

E’ a questo punto che la situazione degenera. Il portiere della Foglianese mentre si allontana dal terreno di gioco è a dir poco infastidito. Gli si avvicinano alcuni avversari e in pochi minuti scoppia il caos. Tra questi c’è anche l’altro portiere, quello del Canepina. E’ su di lui che, secondo l’accusa, il giocatore espulso scatena tutta la sua rabbia sferrandogli una testata in pieno volto.

La faccia del portiere colpito si macchia di sangue. E’ ferito e ha un dente rotto. A convincere il giudice Silvia Mattei della sua innocenza non è bastata l’arringa dell’avvocato Enrico Zibellini.

“Le versioni dei testimoni ascoltati durante il processo – ha detto Zibellini – contrastano di molto l’una dall’altra. Così credo sia impossibile ricostruire con precisione come sono andate le cose. Per questo ritengo che il mio cliente debba essere assolto”.

Ieri, invece, dopo otto lunghissimi anni, il giovane portiere della Foglianese ormai diventato un uomo, è stato condannato a un anno e sei mesi con pena sospesa per la condizionale, più il pagamento delle spese legali e una provvisionale di quattromila euro alla sua “vittima”, rappresentata in aula dall’avvocato Giuliano Migliorati.

“Oltre al risarcimento per il brutto gesto – ha spiegato il legale – va sottolineato che il mio cliente ha dovuto affrontare diverse spese mediche. Si è dovuto rivolgere a un dentista che è stato costretto a togliergli sia il dente rotto che uno di quelli vicini che era stato comunque compromesso dalla testata, poi gli ha installato un ponte”.


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